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¡Desaparecinema! ep. 47-2 – Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick: il film in maschera che smaschera i poteri occulti

OttolinaTV by OttolinaTV
17/10/2025
in ¡Desaparecinema!, Cultura, U.S.A.
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Eyes Wide Shut non è solo un film. È il testamento segreto di Stanley Kubrick, un grido disperato contro i poteri occulti.

La figlia prediletta di Kubrick, Vivian, era stata risucchiata da Scientology, il famigerato movimento religioso fondato nel ‘54 dall’autore statunitense di fantascienza Ron Hubbard. E Kubrick lo sapeva. Vivian aveva interrotto ogni comunicazione con la famiglia e si era presentata al funerale del padre, nel 1999, accompagnata da un addetto di Scientology. Per questo credo che Eyes Wide Shut possa anche essere il tentativo di Kubrick di riflettere in corsa su quella che riteneva una tragedia personale. Ovviamente lo ha fatto a modo suo, cioè con un film d’amore. E sui poteri occulti che provano a distruggerlo.

Kubrick li mette in scena tutti: l’orgia mascherata, la doppia aquila massonica, i riferimenti ai Rothschild. E poi, si dice, spariscono misteriosamente 24 minuti di film. Sono mai esistiti? E chi li ha tagliati? La Warner Bros., che non voleva farci vedere la verità? Certo è che pochi giorni dopo aver consegnato il film… Kubrick muore.

Secondo alcuni, la versione pensata da Kubrick avrebbe dovuto avere un finale diverso, in cui i personaggi di Nicole Kidman e Tom Cruise accettano di dare la figlia in sposa ai due uomini che fanno parte della “setta pedofila” del film. E il regista avrebbe pagato con la vita per ciò che aveva osato mostrare. Ma c’è qualcosa di vero in queste teorie? Certamente Eyes Wide Shut non è solo fantasia, ma è la metafora della gabbia dorata in cui viviamo, al di qua dell’arcobaleno: i veri padroni del mondo restano invisibili, e Kubrick ha provato a strappare loro la maschera.
Mettendogliela.

Christiane, moglie di Stanley, ha dichiarato che Vivian all’ultimo momento ha deciso di non comporre le musiche di Eyes Wide Shut, innescando un litigio furioso col padre. La sorellastra di Vivian, Katharina, raccontò che Vivian aveva interrotto ogni comunicazione con la famiglia e si era presentata al funerale del padre, nel 1999, accompagnata da un addetto di Scientology. 10 anni dopo la famiglia aveva praticamente perso la speranza: “Non ci è permesso contattarla. Le è successo qualcosa. È cambiata per sempre”.

La scorsa settimana abbiamo parlato della trama del film che, come ormai dovreste sapere, è generata dal conflitto interiore dei personaggi: i detour sessuali ed esistenziali di Bill e Alice (ALIS). Oggi parleremo del tema, di ciò che c’è sullo sfondo, che è altrettanto potente: una riflessione sui poteri occulti.

Qualche settimana fa è uscito l’ennesimo articolo – stavolta su “La cruna dell’ago” a firma di Cesare Sacchetti – sull’ipotesi che il film di Kubrick affronti l’argomento della pedofilia dei poteri occulti e che per questo sia stato ammazzato. Conosco bene Kubrick, come ormai sapete, perché ho realizzato per la RAI, insieme a due colleghi, una lunghissima docuserie su di lui, Stanley and Us, che è attualmente disponibile sulla pagina Stanleyandus di Vimeo.com oppure, per chi ha accesso alle piattaforme statunitensi o inglesi, su Prime Video UK e USA. E a proposito di Eyes Wide Shut uscirà a breve l’episodio di Stanley and Us dedicato a questo film. Lo trovate sempre su Vimeo. O, se siete in Inghilterra o negli USA, su Prime video UK e USA.

Ho conosciuto la sua famiglia, i suoi amici e i suoi collaboratori, da Malcolm McDowell a Ken Adam, dalla moglie Christiane a Michel Ciment, da Philip Stone a Jocelyn Pook. Ho brindato insieme a Mauro, Stefano e a Christiane Kubrick sulla sua tomba, nel suo giardino a Childwickbury, St. Albans, Londra, quando era ancora una mera fossa ricoperta da sassi, senza lapide, circondata però dalle lapidi dei suoi amati animali. Ho letto tutto ciò che è uscito su Kubrick e visto tutti i documentari, ma non mi sono mai neppure soffermato sul presunto complotto secondo cui Stanley sarebbe morto, o sarebbe stato assassinato, in seguito a ciò che avrebbe svelato in Eyes Wide Shut. Nello specifico, il rapimento di bambine da parte di sette segrete e i presunti 24 minuti tagliati dalla Warner Bros., la distribuzione statunitense del film. Non mi sono mai imbattuto in prove concrete e convincenti, quindi – per quanto mi riguarda – siamo nel campo delle mere speculazioni. Ma vale la pena affrontare la questione, che a mio avviso è molto sfumata. Una delle teorie complottiste sul film (il termine “complottista” qui è usato in senso neutro) è che Kubrick in Eyes Wide Shut abbia voluto raccontare che la figlia della coppia Alice e Bill Harford, Helena, sia stata data in pasto ai poteri occulti presenti all’orgia nella villa. Come si dedurrebbe dal finale nel negozio di giocattoli in cui due uomini, forse presenti anche alla festa di Victor Ziegler, forse la rapiscono.

Da questa prospettiva, Eyes Wide Shut sarebbe quindi sì un viaggio iniziatico, ma non solo quello dell’eroe di Campbell e Jung, o quello di Ulisse, o quello delle fiabe antiche come abbiamo detto nella puntata precedente, bensì… nel cuore della massoneria o simili. Ma così come il viaggio dell’eroe è colmo di figure archetipiche (il Mentore, il Guardiano della soglia, il Mutaforma, l’Ombra, ecc…), anche questo presunto viaggio iniziatico ha i suoi personaggi chiave/archetipi.

Lo abbiamo anticipato l’altra volta: per decodificare le storie di Kubrick, il viaggio dell’Eroe di Campbell e Vogler, di cui Guerre stellari rappresenta l’Everest, serve a poco. Meglio rivolgersi alle fiabe, per come le ha analizzate per esempio Vladimir Propp nel suo saggio. O alla letteratura di Lewis Carroll. Parentesi: Lewis Carroll, il cui vero nome era Charles Lutwidge Dogson, è stato al centro di una serie di accuse di pedofilia, mai dimostrate. Parentesi che chiudo subito perché non dimostra nulla relativamente all’argomento pedofilia del film di Kubrick. Oppure, per decodificare le storie di Kubrick, dicevamo, meglio rivolgersi a Kubrick stesso, che piuttosto che nella teoria hollywoodiano-aristotelica dei tre atti credeva in quella delle Sei Unità non Sommergibili (un esempio di questa struttura sarebbe in 2001: odissea nello spazio. Come spieghiamo nella nostra puntata di Stanley and Us: Writer Writers).

Vediamo gli archetipi collegandoli all’analisi del potere in Eyes Wide Shut: Victor Ziegler, interpretato da Sidney Pollack, grande amico di Stanley, è un personaggio assente dalla novella di Schnitzler da cui è tratto il film. Milionario, ebreo, è colui che tesse le fila della vicenda, che aiuta ma anche respinge Bill dopo la partecipazione all’orgia. Un mentore ambiguo. Colui che dice a Bill: “Ascolta, Bill, non credo che tu ti renda conto in che guaio ti sei cacciato la notte scorsa. Chi pensi che fossero quelle persone? Non erano persone normali. Se ti dicessi i loro nomi… non te li dirò… ma se lo facessi, non credo che dormiresti così bene”. Insomma Ziegler è il corrispettivo dell’uomo del mistero in Strade perdute, il Cowboy in Mulholland Drive e la vicina di casa in INLAND EMPIRE. Un affettuoso alleato ma anche un apparente nemico: come può esserci alleata e nemica allo stesso tempo la nostra coscienza più profonda, incapace di dirci le cose se non come stanno e senza giri di parole, per il nostro bene. La casa di Ziegler infatti è “meta di sfavillanti feste dove si danno appuntamento tutti i personaggi più in vista della società newyorchese. Tra questi ce n’è uno molto particolare, il cui nome è Szandor, un chiaro riferimento a Szandor LaVey, il famigerato fondatore della chiesa di Satana”, scrive l’articolo di Sacchetti che abbiamo citato. LaVey, insieme all’amico regista Kenneth Anger fondò la Chiesa di Satana nel 1961, che allora si chiamava Magic Circle (il cerchio magico, che in effetti risuona molto con Eyes Wide Shut e la scena chiave, quella dell’orgia).

Il rituale dell’orgia infatti, inizia con il sommo sacerdote mentre esegue il cerimoniale. Costui si trova al centro di un “cerchio magico”, formato da giovani donne. Come spiega il sito NeoVitruvian, che traduce un articolo di Vigilantcitizen.com, “i cerchi magici vengono utilizzati nei rituali magici durante le invocazioni. Il collocamento delle persone in questa scena ricorda i cerchi magici”. L’ultima scena del film si svolge in un negozio di giocattoli – un luogo pieno di oggetti altamente simbolici. Qui, in effetti, la figlia della coppia è vicina ad un giocattolo chiamato Magic Circle …

Kenneth Anger nel 1958 aveva scritto “Hollywood Babilonia”, un libro senza peli sulla lingua sull’altra faccia di Hollywood, popolata fin dai suoi albori di scandali e svariati crimini. Il libro venne presentato negli Stati Uniti solo nel 1966, dove fu censurato e riammesso 9 anni più tardi. Szandor insomma, rappresenta l’archetipo dell’Ombra, del seduttore malvagio, e infatti tenta di sedurre Alice (Nicole Kidman. Mentre Nick Nightingale, il pianista vecchio amico di Bill che lo introduce all’orgia rivelandogli la parola segreta Fidelio, è contemporaneamente il traghettatore e il guardiano della soglia, perché avverte Bill dei pericoli dell’orgia segreta. Nightingale in inglese significa “usignolo”, è un potente simbolo di amore appassionato e di sofferenza romantica, specialmente nella tradizione persiana e nella poesia, dove il suo canto melodioso è associato alla ricerca della bellezza inaccessibile. Il suo canto notturno, che risuona nel buio, lo rende l’animale preferito dei poeti romantici e il simbolo per eccellenza degli innamorati, come in Shakespeare “Romeo e Giulietta”. Un cognome evidentemente ironico, come d’altronde è abitudine di Kubrick. E unico cognome del film già presente nel romanzo originale di Schnitzler.

Anche i luoghi hanno un sapore archetipico, fiabesco, segno che il viaggio di Cruise non è solo erotico-esistenziale ma anche, appunto, una discesa nelle spire del potere occulto (il che è una ridondanza: il vero potere è occulto o non è). Riporto ancora dall’articolo di Sacchetti: “Bill si dirige verso il palazzo dove si tiene la festa, e Kubrick qui mostra una fedele rappresentazione di Mentmore Towers, uno degli storici palazzi dei Rotschild in Gran Bretagna: il messaggio del regista è sin troppo chiaro”. In realtà la villa, in abbandono da tempo, che ricorda i castelli minacciosi delle fiabe, e che per Eyes Wide Shut è stata usata solo come location per gli esterni, è stata anche la location di diversi altri film hollywoodiani, tra cui, Batman di Cristopher Nolan e Brazil di Terry Gilliam. Quindi non è detto che questa scelta sia un messaggio preciso. Nel film la location è chiamata “Somerton”. Somerton è un sobborgo di Adelaide, in Australia, sede di uno dei casi irrisolti di cronaca più misteriosi di sempre. Nel 1948 vi fu trovato il cadavere di un uomo del quale ancora oggi è ignota l’identità. E in effetti nel film di Kubrick c’è un omicidio irrisolto, quello della donna misteriosa.

Ma c’è una coincidenza altrettanto interessante: nel 1978 Mentmore, la villa dei Rotschild, divenne la sede centrale dell’ente benefico educativo di Maharishi Mahesh Yogi, la Maharishi Foundation. David Lynch, molto amato da Kubrick (pare che abbia detto che Eraserhead fosse uno dei suoi film preferiti), è stato un noto praticante delle tecniche di meditazione trascendentale del santone. Oltre che essere stato molto influenzato da alcuni film di Kenneth Anger, il cofondatore della Chiesa di Satana insieme a Szandor di cui sopra. Ovviamente tutto ciò non prova nulla, ma risulta davvero suggestivo. È un dato di fatto però che a organizzare questi “ritrovi” – tipo l’orgia di Eyes Wide Shut – sono proprio i banchieri più importanti del pianeta, cioè LA FECCIA del pianeta, che controllano da molto tempo l’economia e la narrazione in Occidente. L’articolo de “La cruna dell’ago” afferma che quelle che vi ho appena mostrato sarebbero “le stesse identiche maschere che si vedono in una vera festa dei Rothschild che si è tenuta nel 1972”. La festa c’è stata, ma in realtà, anche qui, le maschere non sono identiche, seppure la suggestione sia forte.

Ecco un’altra foto: la Baronessa Marie-Hélène de Rothschild e il barone Alexis de Rede (un banchiere francese a una festa del 1972. “Gli inviti vennero stampati con i caratteri invertiti. Ci si chiede se questi party degenerassero in qualcosa di simile a ciò che viene mostrato in Eyes Wide Shut”, spiega l’articolo di Neovitruvian. D’altronde anche l’Overlook Hotel di Shining ha a che vedere con un filantrocapitalista: nel romanzo originale di Stephen King viene detto chiaramente che tra gli ospiti dell’albergo c’è stato Rockfeller.

Un altro riferimento al satanismo, spiega sempre Neovitruvian, è il brano in sottofondo durante l’orgia: si chiama “Backwards Priests”, di Jocelyn Pook, e si tratta di una liturgia rumena ortodossa cantata al contrario. L’inversione degli oggetti sacri è tipico della magia nera e dei riti satanici. Attraverso questa liturgia cristiana recitata al contrario e alla successiva fornicazione Kubrick, sta affermando che l’élite non è altro che una organizzazione satanica.

Anche l’ipotesi che il potere rappresentato in Eyes Wide Shut abbia a che fare con la massoneria pare esatta: il Gran Maestro della cerimonia dell’orgia (interpretato da Leon Vitali, stretto assistente di Kubrick), continua Sacchetti, “siede su un trono dietro il quale è raffigurata una doppia aquila, che è il simbolo del 33° grado della massoneria, segno che l’uomo è il più alto in grado nella scala gerarchica della libera muratoria”.

Sempre a proposito di simboli, di cui il film è pieno: la stella a casa di Ziegler è quasi identica all’antico simbolo della stella di Ishtar. Conoscendo l’attenzione di Kubrick per i dettagli, l’inclusione della stella in questa festa non è casuale. Ishtar è la dea babilonese della fertilità, dell’amore, della guerra e, soprattutto, della sessualità. Il suo culto comprendeva la prostituzione sacra e atti rituali, anche se ciò è storicamente dibattuto e gli studiosi moderni non sono unanimi. In ogni caso la rende una figura mitologica ambivalente e potente, perfettamente adatta a un’opera come Eyes Wide Shut, che esplora il potere del desiderio e i suoi lati oscuri. Tuttavia, sempre conoscendo bene Kubrick, non è certo né confermato che si tratti espressamente della stella di Ishtar. Può essere una citazione simbolica o un elemento scenico ambiguo.

In Eyes Wide Shut, infine, seguendo ancora il ragionamento di NeoVitruvian, ci sono due mondi : il “mondo arcobaleno” pieno di luci di natale, dove le masse vivono e faticano, cercando di sbarcare il lunario e l’altro mondo … “dove finisce l’arcobaleno” – in cui le elite portano a termine i loro rituali. Il contrasto tra i due mondi fa capire il netto e quasi insuperabile divario tra masse ed elite. Più tardi, verso il finale, il film ci mostrerà chiaramente come quelli del “mondo arcobaleno” non possono accedere all’altro mondo. “Così, quando le modelle chiedono a Bill di andare ‘dove finisce l’arcobaleno’, probabilmente si riferiscono al luogo dove le elite mettono in atto i propri rituali”.

Tutta la ricostruzione “complottista”: la pedofilia, i minuti tagliati dal film per nasconderla, ecc… si basa anche su alcune dichiarazioni fatte da Roger Avary, collaboratore di Quentin Tarantino, in un podcast del dicembre 2024, entrambi ospiti di Joe Rogan. A un certo punto della chiacchierata, Avary afferma, come un fatto assoluto, che la Warner Bros. ha interferito con la versione originale del film realizzata da Kubrick. Avary sostiene che la versione pensata da Kubrick avrebbe dovuto avere un finale diverso, in cui i personaggi di Nicole Kidman e Tom Cruise accettano di dare la figlia in sposa ai due uomini che fanno parte della “setta pedofila” del film. Come abbiamo anticipato, secondo Avary i due uomini sullo sfondo sarebbero stati presenti alla festa nella villa dei Rotschild e la starebbero portando via. Avary racconta anche un episodio in cui Kubrick avrebbe discusso animatamente con i dirigenti sulla preservazione dell’integrità del suo film durante la proiezione in Inghilterra. Non mi risultano prove su questo, ma c’è un fatto, raccontato dall’altro stretto assistente di Kubrick, Emilio D’Alessandro, di origini italiane, nel libro “Stanley Kubrick e me”, scritto da Emilio e Filippo Ulivieri.

Scrive Emilio, parlando di quanto è accaduto nella villa di Kubrick a St. Albans subito dopo la sua morte: “Rientrando un pomeriggio a Childwickbury avvertii dei rumori provenire dalle stanze dell’ala ovest. Pensai al montatore nella stanza dell’Avid – il film doveva essere concluso, era ovvio che qualcuno lavorasse lì dentro –, eppure nessuno mi aveva chiesto le chiavi per entrare. Mi avvicinai alla Green Room e, dopo aver superato la barriera dei gatti, scorsi le luci accese nella Red Room e sagome di persone che frugavano nei cassetti, tra i fogli e i bloc-notes, aggirandosi tra gli armadi e il computer personale di Stanley. Il mazzo di chiavi era ancora nelle mie tasche, come avevano fatto? Qualcuno doveva aver preso i duplicati dalla Key Room e con essi aveva violato le stanze”. È una prova che accredita le tesi complottiste? Manco pe’ gnente. È come se dicessi che siccome Bill Gates ha gli occhi strani allora è un rettiliano. Ciò non toglie che Bill Gates sia un filantrocapitalista, cioè l’erede dei vari Rockfeller e Carnegie, che molti danni hanno fatto a ogni cosa che hanno toccato. Tra cui la scuola e la sanità pubbliche. Ma questa è un’altra storia, di cui parleremo nel nostro prossimo film, D’istruzione pubblica. E di cui abbiamo già parlato nel nostro film C’era una volta in Italia.

In merito a ciò che potrebbe essere stato tagliato da Eyes Wide Shut, bisogna ricordare che la realizzazione di un film è molto complessa, attraversa centinaia di film e che non basta che al comando ci sia un uomo come Kubrick perché tutte le decisioni de regista vengano attuate. Ciò soprattutto per ragioni economiche, tecniche e di efficacia del film nei confronti del target di pubblico che ci si immagina. Kubrick stesso tagliò 20 minuti da 2001: Odissea nello spazio quando si rese conto che non funzionavano. Oppure in Orizzonti di gloria: Kubrick aveva previsto un finale in cui i condannati venivano salvati in extremis grazie a un colpo di scena. Kirk Douglas, che era anche il produttore del film, e lo sceneggiatore Jim Thompson non erano d’accordo con questa soluzione. Douglas non voleva una fine che minimizzasse la critica alla guerra. Per questo motivo, Kubrick dovette cambiare il finale.

Le teorie complottiste intorno ad Eyes Wide Shut presero piede originariamente quando Vivian Kubrick fu intervistata da Alex Jones, notissimo guru del mondo del dissenso filotrumpiano. Vivian ha anche dichiarato che a Stanley sarebbe piaciuto Trump, sulla base del fatto che a Trump piace Full Metal Jacket. Infatti Trump ha usato brani del film in un video durante un suo comizio per ridicolizzare le teorie gender e woke dei Dem. Non tutto ciò che dicono i seguaci di Qanon dell’ultra destra è sbagliato, per esempio lanciare strali contro la Banca Mondiale, corresponsabile della privatizzazione del mondo – come afferma il sociologo Jean Ziegler nel suo libro “La privatizzazione del mondo”, appunto. Il problema è che non lo dicono per le ragioni giuste, cioè per far tornare il socialismo. Ma spesso per accreditare pericolose teorie macroeconomiche, altrettanto pericolose di quelle cavalcate dai Dem.

Teniamo sempre ben presente una cosa, per chiudere: soprattutto nei suoi ultimi 30 anni, Kubrick rifletteva molto sui film da fare, sul romanzo da trasporre, prima di sceglierne uno. Ne ha tentati e abbandonati, infatti, decine. E uno degli elementi che lo spingevano a scegliere il progetto su cui avrebbe poi passato anni e anni erano le potenzialità di marketing. Julian Senior, suo grande amico e dirigente della Warner Bros. di Londra, che abbiamo intervistato nella nostra docuserie Stanley and Us, ha rivelato più volte, anche alle nostre telecamere, che Kubrick era estremamente attento al marketing dei suoi film. Sia in fase di uscita che in fase di ideazione e scelta. E cosa c’è di più marketizzabile dell’inserire surrettiziamente elementi simbolici misteriosi nella scenografia, nella sceneggiatura, nei dialoghi, anche per creare chiacchiericcio e quindi incuriosire, oltre che per offrire al film l’atmosfera voluta? Kubrick aveva capito che i suoi film venivano guardati con la lente di ingrandimento, fotogramma dopo fotogramma.

Il metodo di lavoro di Kubrick inoltre faceva sì che non riuscisse ad avere il controllo totale sulla continuità delle riprese. Mi spiego: le riprese duravano tanto tempo che il controcampo di una scena poteva essere girato anche a distanza di un anno, e nel frattempo Kubrick poteva aver cambiato idea su molte cose, di quella scena. E dunque potevano sfuggirgli (o decideva di lasciasi sfuggire) piccoli dettagli che a un altro regista vengono imputati come errori, a lui come misteriosi messaggi occulti. Il suo cinema è pieno di questi “errori”: per esempio ombre sbagliate sulle pareti, oppure riflessi della troupe dentro l’inquadratura. Perché in montaggio non sceglieva altri ciak, senza questi errori, delle decine che aveva girato per ogni inquadratura? Perché se nell’inquadratura in cui l’attore è più convincente c’è un errore di continuità (una presa elettrica sbagliata, uno sguardo che scavalca il campo ecc…), il regista intelligente se ne frega. Un esempio di errore del genere è la TV senza cavo in Shining e la scritta MONARCH nel manifesto dietro le gemelline, sempre in Shining.

Nonostante migliaia di analisi complottiste, si tratta di banali errori, dimenticanze, o più semplicemente di riferimenti a scene o linee narrative che poi Kubrick ha tagliato. Kubrick non sapeva esattamente ciò che voleva quando girava. Ma sapeva riconoscerlo quando vi si imbatteva. E questo può creare mille piccole imprecisioni, che non rovinano il film e che però alcuni cinefili kubrickiani rilevano come indizi misteriosi di chissà quali cospirazioni. Per esempio, appunto, il manifesto con la scritta “MONARCH” in Shining. Un’interpretazione diffusa è che il poster Monarch si riferisca a un programma governativo di controllo mentale di cui alcuni attestano l’esistenza, chiamato Monarch, dal nome della farfalla, parte del Progetto MKUltra, la cui esistenza è nota dal 1953 al 1973. È più probabile che si riferisca invece a …. Where Monarch ski trails overlap Highway 237 e al fatto che negli anni ’70, quando kubrick stava gorando il film, c’era una stazione sciistica, Monarch Lodge, in Colorado. Oppure la scritta “ADRENOCROMO” nel Korova Milk Bar di Arancia Meccanica, anche questa relativa, secondo i teorici del complotto vicini al movimento Qanon, al discorso della pedofilia. L’adrenocromo sarebbe infatti una droga assunta dai potenti del pianeta, ricavata abusando dei bambini.

Ma voglio essere chiaro sull’accusa di complottismo che muovo (chi ha visto la puntata su Kubrick e l’allunaggio sa di cosa parlo e come approccio questa faccenda). Ne subisco a vagonate anche io in continuazione, di accuse di complottista, dalla sedicente sinistra pariolina, cioè la destra finanziaria, cioè gli antropologicamente piddini. E, diversamente dagli antropologicamente piddini, non penso che i complottisti siano subumani o depensanti come invece li ritiene l’antropologicamente piddino con la sua caratteristica snobistica aria da maestrino de ‘sta ceppa. I veri depensanti non sono tra il popolo, ma sono lassù, nell’empireo dell’elite finanziaria. Sono gli antropologicamente piddini con la casa ai Parioli o a Santa Monica Beach, i CEO, quelli della Silicon Valley, i dirigenti italiani di partiti di destra e sinistra ecc… Ma di fronte a una teoria del complotto che non ha argomentazioni solide io sono costretto a smascherarne l’inconsistenza, o a metterla in dubbio. Perciò: se mi portate le prove schiaccianti che Eyes Wide Shut è SENZA OMBRA DI DUBBIO una riflessione su Epstein e l’elite pedosatanista, io mi cospargo il capo di cenere e vi ringrazio. Che si vince? Farò una puntata in cui spiegherò come e perché ho sbagliato la mia analisi citando chi mi ha dimostrato ciò che per me al momento è indimostrabile.

In ogni caso, che Eyes Wide Shut sia un film ANCHE sulla natura occulta del potere questo è ovvio. Ma un grande autore non si occupa di epifenomeni, quello è il giornalismo. A un grande autore non interessa se quel potere si chiami Scientology, massoneria, Epstein, Golden Dawn, Rockfeller, Monarch o Pippo. A un grande autore interessa mettere in scena l’orrore che provoca, INTERESSA FARE CINEMA. E più un orrore è senza nome più è spaventoso, più è cinematografico. Kubrick preferiva l’inferenza alla dichiarazione esplicita. Il cinema, l’arte, preferiscono l’inferenza alla dichiarazione esplicita. Il vero alla verità. Se invece l’orrore volete esorcizzarlo, potete per esempio guardare il film dedicato alla sedicente Chiesa di Ron Hubbard: Scientology e la prigione della fede.

In ogni caso, per Kubrick Eyes Wide Shut era diventato un film molto personale, forse troppo, visto che durante le riprese perse la figlia prediletta – cui aveva fatto addirittura interpretare una parte in 2001: Odissea nello spazio – risucchiata proprio da quel potere occulto che il regista smaschera nel film. Kubrick, lo sappiamo, era ossessionato dal controllo. Che è il tema implicito di quasi tutti i suoi film, da Rapina a mano armata a Full Metal Jacket. E cosa c’è di più terribile per un padre che aver perso il controllo sulla propria figlia? Non oso immaginare quanto debba aver sofferto durante le riprese, quando Vivian, che doveva comporre la colonna sonora, lo abbandonò per Scientology. Vivian aveva già composto parte della colonna sonora di Full Metal Jacket con il nome di Abigail Mead, e realizzato il backstage del film. Così come aveva realizzato il backstage di Shining. Forse il riferimento del suo cognome, Mead, è ad Abbots Mead, la villa in cui i Kubrick, compresa Vivian, vissero felici dal 1965 al 1979. E che da qualche mese è in vendita. Perciò mi piace immaginare che Stanley abbia scelto volutamente, per la parte della donna misteriosa, quella che tenta di salvare Bill dall’orgia, baciandolo con tenerezza nonostante il contesto infernale, un’attrice di nome Abigail Good. Ho detto “mi piace immaginare”, non che ne sono certo. Anzi. Fosse vero era un messaggio a se stesso, o alla figlia Vivian? “Torna, solo tu puoi salvarmi dall’inferno, cara, buona Abigail”.

Per lo stesso motivo, è possibile che Kubrick abbia voluto inserire nel film, che è – oltre che una storia d’amore – una storia di orribili sette segrete che prosperano nel mondo oscuro oltre l’arcobaleno, e lo smascheramento di queste, come urlo di dolore contro coloro che gli hanno rubato la figlia prediletta. D’altronde, nel film più popolare di Hollywood, Il mago di Oz, c’è un’altrettanto famosa canzone, Over the Rainbow, che simboleggia la speranza, i sogni e il desiderio di fuga dai problemi verso un luogo migliore dove tutto è possibile. E Kubrick ha SEMPRE raccontato il ribaltamento dell’apparenza del reale, della società, della cultura. Si chiama “ironia”, che etimologicamente significa “smascheramento”, dal greco “eironeia”.

Tags: cinemacomplottismodesaparecinemaepsteineyes wide shutkubrickscientology
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