Noooo, assurdo! Ieri, l’Estonia ha accusato di essere stata invasa da dei MiG russi per ben 12 minuti; chi l’avrebbe mai detto? Deve essere senz’altro vero: l’ennesimo, inaccettabile, vero e proprio atto di guerra nei confronti del mondo libero e democratico da parte del plurimorto dittatore del Cremlino; voglio vedere se continuate a fare i saccenti e a dire che non si sta preparando ad attaccare tutto il vecchio continente. Passerà alla storia come l’invasione di Schroedinger, la prima invasione nella storia dove l’invasore, allo stesso tempo, da un lato conquista un intero continente e, dall’altro, assiste impotente al suo stesso Paese che crolla come un castello di carte per la devastante crisi economica causata dalle sanzioni dell’Occidente. Non ho visto le quotazioni, ma immagino che i broker dessero un’aggressione russa sui cieli baltici entro la fine della settimana come scontata; d’altronde, è stata una settimana piuttosto intensa: nel giro di pochi giorni, i russi hanno invaso la Polonia con 20 droni, 2 volte, poi la Romania, poi le piattaforme petrolifere polacche nel Baltico. Potevano risparmiare l’Estonia? La madre patria di quel pozzo di scienza di Kaja Kallas? E chi sono loro, figli di un dio minore? Sarebbe stata una mancanza di tatto imperdonabile! Ma cosa è successo, in soldoni?
Secondo i nostri media, appunto, 3 MiG31 russi hanno puntato dritto verso Tallin, ma hanno trovato pane per i loro denti: i nostri F35 si sono infatti subito alzati in volo e, come titola questo articolo, li hanno abbattuti; le altre testate condividono l’entusiasmo, ma volano un pochino più basse e si accontentano di dire che li hanno semplicemente respinti. Come ricorda la nostra sempre puntualissima Clara Statello, il ministero della Difesa russo ha prontamente replicato che non è successo niente di tutto ciò: i MiG31 non hanno violato nessuno spazio aereo e non sono stati né abbattuti, né respinti; molto semplicemente, stavano effettuando “un volo programmato dalla Carelia a un aeroporto nella regione di Kaliningrad”, che sarebbe “stato condotto nel pieno rispetto delle Regole Internazionali per l’Uso dello Spazio Aereo”. Il motivo del contendere lo sottolinea bene il nostro Francesco Dall’Aglio: “Il fattaccio”, commenta, “è effettivamente avvenuto in Estonia, ma in senso molto lato, perché, in realtà, siamo nel bel mezzo del golfo di Finlandia, per la precisione sull’isola di Vaindloo”, in un’area dove, come riporta Reuters, sconfinamenti del genere in realtà sarebbero “piuttosto comuni”; d’altronde, commenta ancora Dall’Aglio, “non potrebbe essere altrimenti, visto quanto sono assurdi i confini marittimi della zona”.
Ora, ovviamente, nessuno – e, tanto meno, noi – può escludere che l’evento in questione, nello specifico, sia stata una provocazione deliberata da parte di Mosca; d’altronde, stuzzicare e vedere un po’ l’effetto che fa potrebbe avere perfettamente senso dal punto di vista di Mosca. Il quadro complessivo, però, è abbastanza chiaro: la NATO non può permettere in nessun modo che si arrivi a un congelamento del conflitto e, soprattutto, non può permettere che venga ufficializzata la vittoria sul campo di Mosca contro l’Occidente collettivo; deve tenere alta la tensione, trasformando ogni puttanata in un potenziale casus belli, senza badare troppo alla dimensione delle figure di merda che fa quando viene platealmente smentita, come con il tetto della casa polacca distrutta dai droni russi che, in realtà, era stata distrutta da un missile polacco. E il problema, come al solito, è che di false flag in false flag, poi, la probabilità che qualcosa sfugga di mano aumenta costantemente.
Anders Aslund è una sorta di alter ego di Iacopo Jacoboni, ma con molti più follower e molto più seguito in Ucraina – diciamo proporzionati alle dimensioni delle puttanate che scrive; quando i polacchi si autodistruggevano le case con missili lanciati dagli F-16 per respingere il feroce attacco dei droni di cartone russi, si era decisamente alterato: “Perché i polacchi non hanno immediatamente risposto con missili balistici su Mosca e San Pietroburgo? Se ti mostri debole con Mosca, ne riceverai sempre di più. Non lo capite? L’Estonia lo avrebbe fatto”. E ancora: “Lo spazio aereo polacco è stato violato da 19 droni russi. Questa è guerra. L’Estonia ha dichiarato chiaramente che se viene attaccata dalla Russia, risponderà con missili balistici da 2000 chilometri di gittata”; il risultato? “La Russia non ha attaccato l’Estonia, ma la Polonia”. S’è anche scornato pesantemente con altri influencer guerrafondai: “Poche ore dopo che i suoi droni hanno attaccato la Polonia”, twittava il 10 settembre Johanna Nyman, “la Russia minaccia la Finlandia”. Macché, risponde Aslund: “Al contrario della Polonia, la Finlandia, come l’Estonia, sa come difendersi: colpire duro all’istante. La Russia non si azzarderà ad attaccare l’Estonia o la Finlandia, ma attaccare la debole Polonia sembra non avere un costo, e quindi ne vedremo sicuramente di più. Perché la gente è così ignorante sulla Russia?” . Poi, il triste risveglio: “Sono deluso e scioccato”, scriveva ieri; “3 MiG russi hanno sorvolato l’Estonia per 12 minuti”. “Dopo la mia visita di cinque giorni in Estonia a maggio, davo per scontato che l’Estonia li avrebbe abbattuti. Perché non l’ha fatto? La NATO ha forse frenato l’Estonia? Questo richiede una spiegazione”.
Fortunatamente, i governi europei sono guidati da sociopatici, ma non al suo livello, e il numero degli scettici, ovviamente, cresce: “Zelensky sta perdendo il contatto con la realtà”, titolava qualche giorno fa Foreign Policy. Come riporta Simplicius sul suo profilo Substack, l’ex ufficiale militare tedesco Roland Kather ha emesso una sentenza impietosa: “Credo che dovremmo gradualmente accettare la realtà, e la realtà è che l’Ucraina non può vincere questa guerra. Sicuramente non dal punto di vista militare. I russi sono superiori sotto tutti i punti di vista: che sia la guerra aerea, con i nuovi droni che producono in massa. Ancora peggio a terra. I russi hanno ammassato 100 mila uomini nell’area di Pokrovsk. Mi aspetto una nuova grande offensiva prima di novembre. L’Occidente non è in grado di ribaltare la situazione. Rimane solo la diplomazia”. L’offensiva su Pokrovsk è lenta per un semplice motivo, come ha ricordato su Sky anche Marina Miron del King’s College di Londra: “Non vogliono prendere d’assalto la città perché implica troppe perdite”; hanno “cambiato approccio”, sottolinea. Agli assalti, prediligono l’accerchiamento, che implica tempi più lunghi, ma minimizza le vittime russe. Come scrive il buon vecchio Gianandrea Gaiani, “Il successo più eclatante degli ultimi giorni è stato conseguito nella roccaforte di Kupyansk, nella regione di Kharkiv, dove i russi hanno raggiunto il cuore della città già nella prima settimana di settembre, utilizzando ancora una volta un oleodotto in disuso per inviare fanteria e reparti di droni FPV dietro le linee ucraine”.
Sempre Simplicius riporta un dettagliato articolo di quello che definisce un importante analista ucraino, che dà un po’ il polso della situazione: “Una riduzione dell’attività offensiva russa e una minore velocità di conquista del territorio non devono trarre in inganno”; chi sostiene che “la Russia durante l’estate ha cancellato le sue risorse umane” si sbaglia di grosso. “Al contrario”, sottolinea, “le hanno aumentate”: “l’occupante sta ancora conducendo un riordino strategico per concentrarsi su Donetsk, Zaporizha e Kharkiv. Questa situazione”, continua, “si è protratta in parte a causa dell’esercitazione Zapad 2025, in seguito alla quale una gran parte delle forze di occupazione si è spostata verso est e sud-est all’interno del nostro Paese”. Non è il caso di farsi illusioni, conclude: “Ottobre e novembre non saranno mesi divertenti”; “Le nostre truppe stanno avanzando praticamente su tutti i fronti”, ha ribadito il generale Gerasimov sulla TASS.
In questa situazione, quello che dovrebbe provare a fare l’informazione è cercare di dare informazioni attendibili e verificate e raffreddare un po’ i bollenti spiriti: fa esattamente il contrario, e farà sempre peggio; l’unica alternativa è costruirci un’alternativa con le nostre mani. Aiutaci a farlo: aderisci alla campagna di sottoscrizione di Ottolina Tv su GoFundMe e su PayPal .
E chi non aderisce è Kaja Kallas















