Non c’è posto al mondo dove il multipolarismo abbia vinto più che in Asia e Re Donaldo potrebbe essere costretto a prenderne tristemente atto prima del previsto: il bilaterale con il neoeletto presidente sudcoreano Lee Jae Myung non sembra aver sciolto nessuno dei nodi sul tavolo e, secondo quanto riportato stamattina da Japan Times, “Il viaggio a Washington di Ryosei Akazawa, capo negoziatore giapponese sui dazi, è stato improvvisamente annullato giovedì, poco prima della sua partenza per il decimo round di colloqui sui dazi con gli Stati Uniti”. Tra guerre intestine, rivalità latenti, accordi multilaterali e aree di libero scambio, gli Stati asiatici proseguono linee geoeconomiche multivettoriali incompatibili con il predominio unipolare statunitense e il bullismo di Forrest Trump potrebbe non essere sufficiente a imporre neanche ai più fedeli alleati una brusca retromarcia suicida.
















Trump in the mirror ” Tu non sai con chi stai avendo a che fare! Tu non hai le carte per fare il duro! Ti do dieci giorni! O fai quello che ti dico io o applicheremo un dazio del 50% su quella tinta di merda che usi per i capelli! Dieci giorni dopo ” Ok, se cambi almeno la piega, ti do altre due settimane!”.
Un emulatore di Netanyau