In un momento cruciale del conflitto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky rimescola le carte e azzera il governo. Sostituite figure chiave: nominato un nuovo ministro della Difesa e un nuovo ambasciatore negli Stati Uniti, mentre a capo del governo va una fedelissima di Yermak, l’eminenza grigia di Bankova. Apparentemente, le nuove nomine puntano a consolidare la sicurezza interna, migliorare la gestione degli aiuti occidentali e preparare il Paese alle sfide della ricostruzione, ma secondo molti critici il cambio di mano consolida solo il potere dell’ufficio presidenziale. Quali saranno le conseguenze del grande rimpasto sui rapporti con i partner e sulla guerra? Ne parliamo con il giornalista Fulvio Scaglione.










