L’attacco congiunto di Netanyahu e Trump alla relatrice speciale dell’ONU è l’apice di una più ampia, generale e capillare guerra al dissenso, a qualsiasi voce si opponga al genocidio dei palestinesi. Non solo le sanzioni economiche degli USA, ma Israele ha condotto un’articolata campagna mediatica volta a discreditare la Albanese per distruggerne la credibilità e la reputazione; una strategia mutuata dalla mafia: la distruzione totale della propria vittima. L’unica democrazia in Medio Oriente non ammette altro punto di vista che non sia il suo, in nome del diritto alla difesa e con il pretesto dell’antisemitismo, utilizzato come spauracchio per rivendicare l’impunità assoluta. Ne parliamo con la scrittrice Ginevra Bompiani e con l’attivista Giuseppe Salamone, anche lui finito nel mirino di una testata di destra per aver chiesto il Nobel per la pace per Francesca Albanese.











Meno male che ci sono musicisti come Paolo fresu che si spendono con l’appoggio alla Palestina e al popolo iracheno, chissà se seguirà le sorti della Albanese? https://youtu.be/Oe9-xKDshj0?si=BORlyLoQTj-GlnUa