Avevamo basse aspettative, ma Dioc**e… Nel giro di pochi giorni, le classi dirigenti europee (con quelle italiane in primissima fila) hanno definitivamente consegnato il futuro dei cittadini europei nelle mani di un’oligarchia sempre più ristretta e predatoria: come ha sottolineato Scope Ratings, la spesa militare al 5% implica necessariamente una sforbiciata senza precedenti al welfare, pena un downgrade del rating dei debiti europei che comporterebbe un aumento spropositato del costo degli interessi. D’altronde, mica vorrete andare a chiedere i quattrini a chi ce l’ha… Non avrebbe senso! La finalità è rendere più semplice e veloce la rapina: ed ecco, così, che mentre si autorizza il più colossale aumento della spesa militare dal dopoguerra, si concede al padrone di Washington una zero tax policy per le mega-corporation dei suoi sostenitori, che ci ripagano comprandosi letteralmente le nostre città, come ha fatto uno dei più grandi elusori di tasse della storia del capitalismo come Jeff Bezos a Venezia.
E la beffa è che tutto questo, per evitare l’inesorabile declino dell’impero, alla fine, non basterà: nei primi 6 mesi dell’anno il dollaro ha preso la più grande scoppola dal 1973 ad oggi; allora, però, i Paesi del G7 rappresentavano oltre il 65% del PIL globale. Oggi, poco più del 40 (che scende sotto al 30 se si calcola a parità di potere di acquisto). Il rischio concreto è che, ancora una volta, ci si trovi dalla parte sbagliata della storia e che, a questo giro, non serva nemmeno a una seganulla. Ne parliamo con Giacomo Gabellini e Alessandro Volpi.











Se non ci foste, bisognerebbe inventarvi !
Che dire Volpi fantastico, Gabellini incomparabile il Marru intoccabile! Una lezione da fare nelle scuole, complimenti, ora è sempre ottolina-resistenza