È piuttosto ironico sentire il Paese che beneficia dell’esorbitante privilegio di emettere la valuta di riserva globale lamentarsi dei cosiddetti squilibri globali. La narrazione di Trump, in definitiva, non è altro che la cara vecchia favola di Esopo: il lupo che accusa l’agnello di sporcare la sua acqua, anche se l’agnello si trova a valle. Unitevi a noi per una conversazione con Michael Roberts, in cui approfondiremo la natura multiforme dell’imperialismo moderno, tra cui il ruolo cruciale del dollaro: è paradossale, dopotutto, invocare una narrazione che incolpa il principale esportatore mondiale per gli squilibri in un sistema in cui i deficit strutturali dell’egemone sono essi stessi uno strumento chiave dell’imperialismo monetario, consentendo agli Stati Uniti di sostenere il proprio dominio esportando dollari invece di beni e appropriandosi del valore globale attraverso i canali finanziari.










