E meno male che era una scadenza naturale… La cenere radioattiva che rimane della bromance tra Trump e Musk e che i MAGA hanno cercato di nascondere sotto il tappeto, alla fine è venuta a galla. Elon il Grande ricorda a Zio Donnie che senza i suoi 250 milioni non sarebbe dov’è adesso e definisce la sua riforma fiscale “un disgustoso abominio”; Zio Donnie segnala ai suoi seguaci che se Musk ci tiene così tanto a mettere in ordine i conti federali, si potrebbe partire dai sussidi miliardari che intasca ogni anno: “Non capisco perché Biden non li abbia tagliati prima”, aggiunge. Elon The Great rilancia minacciando di mettere a pane e acqua la stazione spaziale internazionale interrompendo il servizio della sua Dragon; Zio Donnie ribatte raccontando di come Musk abbia sbroccato quando gli è stato confermato che la riforma fiscale prevedeva un taglio netto ai sussidi per l’acquisto delle sue auto elettriche “che nessuno vuole”. Elon rilancia annunciando che è arrivato il momento di “sganciare la vera bomba”: “Trump è dentro i fascicoli del caso Epstein. E’ per questo che ha deciso di non renderli pubblici”. Dopo l’umiliazione di Zelensky alla Casa Bianca in mondovisione, l’amministrazione più pazza del mondo ci delizia con un’altra performance di altissimo livello tragicomico. Il collasso del capitalismo USA è un vero spettacolo! Ci vediamo alle 18.30 con Giacomo Gabellini e Alessandro Volpi.










