Nel 2011 il popolo italiano ha lanciato un urlo chiarissimo: l’acqua è un bene comune, non una merce; con il 95% di voti favorevoli, due quesiti referendari hanno sancito la volontà di escludere il profitto dalla gestione dell’acqua. È stata una vittoria storica, la più grande degli ultimi decenni, un grido collettivo contro la mercificazione della vita; le multinazionali sono però rientrate dalla finestra, con nuove sigle, nuovi decreti, vecchie logiche di profitto: il popolo ha votato, la classe dirigente ha tradito. Cos’è la democrazia se 27 milioni di voti vengono gettati nel cesso? La risposta è sotto gli occhi di tutti: una farsa al servizio dei poteri forti.
Ne parliamo con Ugo Mattei e Renato Di Nicola (Foro H20).











È assolutamente inaccettabile che un bene primario essenziale come l’acqua venga privatizzato!!!!
Intervista molto interessante, bravi👏👏👏