Ieri, esattamente 88lina anni fa, nel 1937, Gramsci scompariva a soli 48 anni in seguito a un’emorragia cerebrale. Con lui il mondo ha perso un intellettuale che per descriverlo basterebbe ribaltare il modo con cui De André descriveva gli intellettuali nella sua leggendaria canzone “Il bombarolo”: “Intellettuali d’oggi, idioti di domani, ridatemi il cervello che basta alle mie mani. Profeti molto acrobati della rivoluzione, oggi farò da me, senza lezione”. Primo: Gramsci fu, all’epoca, intellettuale di domani, scopritore di idioti del passato e del suo presente. Secondo: Gramsci il suo cervello non lo aveva dato in comodato d’uso né al potere né agli Scurati e il tritolo che il bombarolo dice di voler usare, che basta alle sue mani, lo usò anche lui, ma fu un tritolo più efficace: la fondazione del Partito Comunista d’Italia nel 1921, il maggiore partito comunista dell’Europa occidentale.
Gramsci ideò una rivoluzione soprattutto, ma non solo, intellettuale. E la praticò nel corso di tutta la sua vita. Vita che fu, e tuttora è per milioni di persone in tutto il mondo, una lezione di etica, politica e umanità. Edoardo Sanguineti nel 1987 ci ricorda che “Il giovane critico del settimanale socialista ‘Il grido del popolo’, colse con prontezza le potenzialità del cinematografo quale elemento di liberazione nei confronti del decadimento degli spettacoli teatrali che venivano rappresentati in quel periodo”. Ma Gramsci si occupò poco di cinema, e il cinema si è occupato poco di lui.
Gramsci lo vediamo di sfuggita in qualche inquadratura nel Delitto Matteotti, di Florestano Vancini del 1973. A interpretare Gramsci c’è Riccardo Cucciolla. Lo vediamo protagonista del film di Lino Del Fra, di qualche anno dopo, Antonio Gramsci – I giorni del carcere, sempre interpretato da Riccardo Cucciolla. Questi due li trovate su youtube. A Gramsci la Rai dedicò nel 1981 una serie in quattro puntate diretta da Raffaele Maiello: Vita di Antonio Gramsci. La trovate su Raiplay. Nel 2005 uscì un cortometraggio di mezz’ora del 24enne Gabriele Morleo: Gramsci in forma di rosa, girato all’interno del carcere di Turi. Qui Gramsci fu rinchiuso nel 1928 e qui incontrò Sandro Pertini. Carcere nel quale Gramsci scrisse le famose lettere dal carcere. Anche questo lo trovate su youtube. Nel 2016 Emiliano Barbucci girò Gramsci 44, un documentario di un’ora, sul confino di Gramsci a Ustica per 44 giorni nel 1926. Su youtube anche questo.
Infine, nel 2017 tre registi realizzarono il film drammatico Nel mondo grande e terribile, sugli ultimi 10 anni di vita di Gramsci, fino all’emorragia cerebrale.
Sono passati quindi ben 8 anni dall’ultima volta che cinema e televisione si sono occupati di Gramsci: direi che è urgente rimediare a questo scandalo. Purtroppo questa settimana non ho avuto il tempo sufficiente per scrivere una puntata degna di questo evento, ma non potevo mancarlo. Perciò spero mi scuserete e ci rivediamo domenica prossima sempre qui.
E chi non ci sarà è un intellettualazzo d’oggi, idiotazzo di domani.
















Dove posso trovare in straming o DVD “C’era una volta in Italia” del nostro selezionatore/commentatore ?
Ciao Alberto, dal 30 aprile il film è qui: https://www.cgtv.it/film-dvd/cera-una-volta-in-italia-giacarta-sta-arrivando/
Anche su Prime video e appleTV.