Nel bel mezzo della guerra globale commerciale, Elon Musk dice addio alla Casa Bianca? Secondo quanto riporta la stampa statunitense, il capo del DOGE, il Dipartimento per l’Efficienza del Governo, ha dichiarato che da maggio ridurrà significativamente il suo ruolo nel governo per dedicare “molto più tempo a Tesla” dopo il crollo degli utili nel primo trimestre: “La grande quantità di lavoro necessaria per mettere a punto il team del Dipartimento per l’Efficienza del Governo e per lavorare nel governo per rimettere in ordine la situazione finanziaria è quasi completata” ha detto il CEO di Tesla durante una riunione on line con gli investitori, sottolineando che non abbandonerà completamente l’amministrazione Trump e che, probabilmente, rimarrà la figura di spicco di DOGE fino alla fine del mandato presidenziale “per garantire che gli sprechi e le frodi a cui mettiamo fine non tornino a prevalere”.
Durante l’annuncio, Le azioni Tesla sono salite fino al 7,8% nelle contrattazioni after-market, prima di stabilizzarsi e salire di circa il 5%, riferisce il Financial Time; dopo che durante il lunedì nero la massiccia svendita di titoli aveva mandato giù in picchiata le azioni di Tesla, causando una perdita di 4,4 miliardi di dollari, Musk si era duramente scontrato sui social con Peter Navarro, economista e consigliere senior del presidente, considerato il padre delle politiche protezionistiche dei dazi e anticinesi della Casa Bianca, dandogli dell’idiota. All’inizio del mese, la portavoce del presidente Trump, Caroline Leavitte, aveva dovuto smentire uno scoop di Politico sull’imminente rimozione di Musk dal suo incarico al DOGE; la smentita, però, non riguardava il rinnovo del mandato di 130 giorni che, a quanto pare, non sarà esteso alla sua scadenza a fine maggio.
Oltre alle divergenze sulle politiche tariffarie della Casa Bianca, il divorzio di Musk da Trump potrebbe essere causato dal contraccolpo della sua discesa in politica sui suoi interessi commerciali: le proteste scatenate dagli oppositori di Trump negli showroom di Tesla, oltre a provocare danni, hanno determinato una contrazione delle vendite. Secondo i dati della società con sede a Austin, riportati dal Financial Times, l’utile netto rettificato del primo trimestre è sceso del 39% rispetto all’anno precedente, a 934 milioni di dollari; l’utile netto dichiarato è sceso del 71% a 409 milioni di dollari. I risultati hanno segnato i profitti più bassi registrati da Tesla dal quarto trimestre del 2020.
Il ritiro programmato di Musk dall’amministrazione Trump, però, non sarà traumatico e non segnerà una fine dei rapporti: Musk che, con circa 250 milioni di dollari di donazioni, è stato fra i maggiori sostenitori della campagna di Trump, intende continuare la collaborazione spaziale; SpaceX, infatti, è in testa alla gara per la costruzione dello scudo missilistico Golden Dome di Trump.















