Spesso viene ricordato perentoriamente a chiunque metta in discussione lo status quo che il sistema socioeconomico vigente per “realismo capitalista” sia irriformabile, che la sua antropologia di riferimento sia fondata e universalizzabile, che le coordinate di pensiero – tanto degli intellettuali neocon quanto degli economisti liberali che lo giustificano sul piano ideologico – siano le uniche ad avere valore; che, in sintesi, There is no alternative (Margareth Thatcher dixit). Ma come siamo arrivati a questo punto? Questo accade perché il sistema capitalistico è fondato su una precisa visione dell’uomo e del mondo, su uno specifico assetto antropologico che viene assolutizzato ideologicamente. Ne abbiamo parlato con il professore di sociologia alla Sapienza di Roma Onofrio Romano.










