La Costruzione di un “Leggificio Popolare”
Di fronte allo svuotamento della nostra democrazia, ridotta a un rituale meramente formale, incapace di realizzare la volontà popolare,
si rende necessaria l’ideazione di nuove forme di protesta e di nuovi strumenti per riuscire a riportare la voce dei cittadini nelle istituzioni governate dai vincoli esterni.
La recente novità costituita dalla implementazione della Piattaforma Nazionale gratuita dei referendum e delle iniziative popolari può forse rappresentare uno strumento che apre a nuove possibilità di azione politica dal basso.
Come ben sappiamo le raccolte firme, in special modo quelle referendarie, sono sempre state soggette ad altissimo rischio di fallimento, perché di fronte al complice silenzio del sistema mediatico, vi è un’ enorme difficoltà nel portare i cittadini a conoscenza delle iniziative.
Come dimostra la raccolta firme contro l’autonomia differenziata delle regioni, l’unico modo per una raccolta firme di raggiungere le 500.000 sottoscrizioni necessarie è quello di avere potenti associazioni a sostegno dell’iniziativa.
Anche in caso di successo le proposte referendarie necessitano di superare un ulteriore ostacolo costituito dall’esame, tutt’altro che imparziale, della Corte Costituzionale, che come tutti gli altri organi dello Stato è lottizzata e governata dai vincoli esterni.
Quale potrebbe dunque essere un utilizzo politico utile e percorribile dello strumento online messo a disposizione dei cittadini?
La possibilità di poter firmare gratuitamente sia leggi popolari che referendum apre a una possibilità inedita, una crepa, uno spiraglio temporaneo, che probabilmente sarà possibile utilizzare solamente una volta.
Questa possibilità consiste nel poter predisporre in anticipo un grande numero di L.I.P. e di proposte referendarie, e di presentarle pubblicamente SOLO E SOLTANTO quando saranno stati coinvolti i firmatari necessari a farle firmare in blocco sulla piattaforma.
Questo implica che prima di promuovere le iniziative debbono essere “raccolti” i firmatari. Essi possono essere raccolti, in attesa di raggiungere il numero necessario, all’interno di mailing list e canali social appositamente preparati.
Come raccogliere i firmatari per sottoscrivere in blocco molteplici iniziative e creare uno tsunami di proposte popolari?
A questo scopo sono necessari due elementi fondamentali:
1) l’adesione da parte dei firmatari raccolti a una linea politica, anche molto generale, sintetizzata in un manifesto, avente al suo centro il welfare: l’istruzione, la sanità, la manutenzione del territorio, i beni comuni, i settori di interesse strategico, in una parola, una linea di ri-attivazione del dettato costituzionale.
2) il coinvolgimento della controinformazione, di personalità indipendenti che godano di seguito sui social, e delle associazioni a difesa della Costituzione.
Solo attraverso il coinvolgimento di comitati e associazioni, che già contano online centinaia di migliaia di followers, sarà possibile raggiungere gradualmente i 500.000 sottoscrittori necessari.
In particolare è necessario puntare sul coinvolgimento dei canali dell’informazione alternativa, che oggi hanno la capacità di raggiungere numericamente lo stesso pubblico della carta stampata.
Canali Youtube come Ottolina Tv, La Fionda, Il Vaso di Pandora, La Casa del Sole, l’Antidiplomatico, l’Indipendente e molte altre testate giornalistiche online.
Una ulteriore difficoltà è costituita dal fatto che la capacità di redigere leggi di iniziativa popolare e proposte referendarie non è cosa banale e alla portata di tutti.
Sarà necessario pertanto riuscire a coinvolgere associazioni di giuristi che siano costituzionalmente orientati.
Senza dubbio i primi gruppi di giuristi da contattare dovrebbero essere il CDC (Coordinamento Democrazia Costituzionale), Attuare la Costituzione, Magistratura Democratica, 1000 Avvocati per la Costituzione..
L’idea è quella di accumulare contemporaneamente, da una parte i firmatari e dall’altra le iniziative e una volta raggiunti i numeri stabiliti organizzare una sorta di “Bombardamento” sulle istituzioni.
Le L.I.P. e i Referendum dovrebbero essere in numero tale da portare all’evidenza, persino dei media mainstream, l’esistenza di un vero e proprio programma di governo popolare dal basso.
Un evento che verosimilmente potrà avvenire soltanto una volta, perchè successivamente il sistema correrà ai ripari per evitare che si ripeta, e che avrà un grandissimo impatto se verrà ben organizzato.
Un altro requisito perché l’idea possa realizzarsi è che l’insieme degli aderenti non ceda alla tentazione di volersi mettere alla testa del progetto. Il progetto avrà tanto più successo nel raccogliere firmatari, quanto più si porrà in modo non connotato politicamente, neutro, inclusivo, trasversale.
A questo scopo sarà utile cercare di avere dei volti mediatici che possano mettersi al servizio di questa idea, cercare di coinvolgere dei promotori appartenenti a tutte le aree, meglio se non direttamente coinvolti nelle attività parlamentari, che possano parlare a diversi spicchi di elettorato.












Ho letto un’idea molto interessante, ottima iniziativa. Senz’altro sarebbe interessante da discutere in una videochat con almeno altre 8 persone che la trovano altrettanto brillante. Per rimanere nel breve, alla fine ci ho visto l’incastro perfetto per il primo rappresentante “non umano”; come una sorta di Waldo, in stile black mirror. L’essere umano è il punto fallimentare di qualsiasi strategia ben organizzata, perciò va rimosso per poter creare il movimento del futuro.
Credo che la prossima rivoluzione sia quella del pieno sviluppo della persona umana. L’attivismo richiede persone centrate. Ben venga l’aiuto dell’IA, ricordando sempre che è l’umano all’origine dell’IA, e siamo noi i fornitori di tutti i dati elaborati
Che se ne parli
uhm… il grandissimo impatto dipende sempre dalla visibilità. E se i media mainstream non vogliono che se parli, uh referendum o una tonnellata non fanno differenza.
Questo è pur vero, ma sono convinto che almeno ” Il Fatto” , ” la Verità” e forse ” il Manifesto” ne parlerebbero. Sufficiente per bucare sulla televisione di regime