Ash Ketchum è il Che Guevara del Sol Levante?
Ash Guevara? O meglio, il mondo dei Pokémon è un paradiso socialista? È possibile che il mondo virtuale in cui milioni di ragazzi e ragazze di tutte le età hanno trovato un rifugio sicuro dal 1996 a oggi, sia una raffigurazione di un possibile mondo diverso, più felice e rispettoso di tutte le genti e della natura, in parole povere, un mondo socialista?
Che siano i rivoluzionari videogiochi Nintendo, gli affascinanti anime o il virale gioco di carte collezionabili, è impossibile che almeno tangenzialmente non si conosca il fenomeno Pokémon, a maggior ragione se si è stati giovani dal 1996 in poi.
Quindi dicevamo, Pokémon, il più grande franchise del mondo, con un valore di 100 miliardi di dollari, quindi simbolo del capitalismo consumista…possibile che sia diventato grande affrescando un quadro ispirato al sogno di Marx, Lenin e Gramsci con caratteristiche giapponesi? Se poi ci aggiungiamo che, naturalmente, molti Pokémon sono ispirati alla tradizione cinese…un nome su tutti: Magikarp, la carpa che fa il salto per diventare Loong, il drago d’acqua, immagine evocativa per tutti i cinesi e usata di recente in un celebre discorso del presidente Xi.
Concentrandoci però ora solo sulla sezione videoludica e facciamo alcune brevi considerazioni; poi ognuno potrà trarne le proprie conclusioni.
Nel mondo dei PoketMonster:
– Esiste una sola catena di supermercati (la PokeMart) che ha tipicamente prezzi calmierati;
– La sanità è completamente gratuita, per tutti, umani e Pokémon;
– Il lavoro salariato esiste ma non è una necessità alienante come nel sogno americano; la maggioranza delle persone può perseguire liberamente i propri interessi senza doversi consumare con un lavoro totalizzante. Il denaro è facilmente reperibile – i protagonisti dei giochi anche se hanno 10 anni possono agevolmente rinvenire tutto il denaro di cui possono aver bisogno e anche più – e i lavori più duri sono demandati o ai Pokémon più adatti all’opera, che, anzi, sono felici perché così si possono allenare (i Machoke costruiscono, i Lapras traghettano…) o ad automi (come l’infermiera Joy);
– I diritti di tutti sono garantiti, inclusa la natura e i Pokémon che combattono solo per diletto e anzi se non vogliono combattere non combattono e se non vogliono evolversi – come il celebre Pikachu di Ash – non si evolvono. I Pokémon non sono per nulla trattati come bestie da sfruttare, nel tutorial iniziale di praticamente ogni gioco, viene chiarito immediatamente che “i Pokémon sono amici e compagni fidati, vanno rispettati e trattati bene sempre”; chiunque non rispetti i Pokémon è sempre un personaggio negativo. I Pokémon non sono quasi mai avvicinati al trapasso, i cimiteri esistono ma sono molto rari, la morte è confinata, non in diretta streaming non-stop;
– Le strade sono sicurissime, come in Cina; anche un bambino di 10 anni può vagare per città, caverne e foreste a qualunque ora del giorno e della notte senza dover temere praticamente nulla;
– La povertà non esiste, non ci sono senzatetto, schiavi, immigrati sfruttati; ognuno ha diritto a vivere comodamente in una bella casa;
– La guerra è solo un lontano ricordo, spesso perso nella memoria e nella leggenda di un lontano passato;
– La scienza e le innovazioni tecnologiche sono messe a disposizione della collettività per migliorare la qualità della vita di persone e Pokémon, non per arricchire un oligarca, fare speculazione finanziaria o controllare il popolo (dal Pokedex alla Masterball, dall’ExpShare al PokeNav, etc.);
– La spiritualità, spesso connessa alla tutela della natura, è ben presente, grazie al ruolo centrale rivestito dai Pokémon divini (mitici e leggendari); Celebi il protettore delle foreste, Manaphi e Phione i difensori degli oceani, Dialga e Palkia i guardiani dello spazio e del tempo, etc.;
– L’unica minaccia a questo idillio è rappresentata dalla criminalità organizzata (Team Rocket su tutti) che ricorda, al di là dell’estetica, molto più il sistema capitalistico neoliberista che la mafia, che ha l’unico obbiettivo di rubare i Pokémon migliori da poter sfruttare o per un guadagno economico con l’ambizione di comprarsi poi il dominio del mondo (Team Rocket, come estrazione coatta di plusvalore) o per realizzare un assurdo progetto fondato sul puro fanatismo ideologico (Team Acqua e Magma come la politica di Von Der Leyen e Kallas; la Aether Foundation che ricorda il transumanesimo di Musk).
Quindi, il mondo Pokémon è un’oasi socialista da difendere a spada (pokeball) tratta dalle insidie delle minacce del capitalismo?
Forse sì o forse no.
Ognuno si può fare la propria idea, ma un pensiero fatecelo, la prossima volta che proverete a “catturarli tutti”!











Ciao FedeLux, dal post posso presumere che tu abbia più o meno la mia età o che tua sia più giovane. Mi è capitato spesso con degli amici partire da qualche osservazione sugli anime o sui videogiochi e finire su discorsi filosofici o politici. Per cui approfitto delle tue parole per condividere due riflessioni critiche sull’argomento.
In realtà, se ci pensi, i Pokémon hanno capacità equivalenti agli esseri umani:
– provano sentimenti
– hanno intelligenza logica
– hanno consapevolezza di sé
– hanno un loro linguaggio di comunicazione
– in molti vivono in società
– hanno addirittura tradizioni (ma questo mi viene in mente più dall’anime)
Questo potrebbe portarmi a dire che sono “quasi” degli esseri umani, “se non fosse che sono bestie (o mostri)”. Sono quasi degli esseri umani, ma una razza diversa, o di una classe inferiore… Degli esseri che possono essere usati come degli attrezzi o dei mezzi di trasporto, che però sono felici di essere trattati così, o almeno è questo che dicono gli esseri umani che si “sforzano” a trattarli bene. Immagina se, durante il gioco, tu dovessi spostarti in volo da una città a un altra e il tuo Charizard ti dicesse che è in sciopero perchè il lavoro che svolge è troppo estenuante. Oppure se il tuo Venusaur invece di imparare iper raggio per competere alla lega, imparasse poesia perchè gli piace. O ancora se il tuo Lapras ti dicesse “per i prossimi tre giorni vado in ferie per stare a casa con figli invece di riportarti a nuoto sulla terraferma”. Sto un po’ ironizzando il discorso ma il fondo dovrebbe essere: la società raccontata dal padrone è sempre un paradiso in terra, bisognerebbe ascoltare la versione del servo per farsi un’idea più realistica del paradiso 🙂 e tu, nel gioco, interpreti l’essere umano, che ‘cattura’, che ‘possiede’, che ‘usa’ i Pokémon. Laddove, per esempio, quando è Mewtwo a controllare gli esseri umani è percepito come cattivo.
Tra l’altro questa mia riflessione segue lo stesso filone dei discorsi sull’IA e i robot: se una macchina ha tutte le caratteristiche che ho elencato sopra per i Pokémon, allora sarebbe etico “usarla come se fosse un attrezzo”?
La seconda riflessione che volevo fare invece era più generale. Tra gli anni novanta e duemila ho notato un cambiamento di fondo dei cartoni animati. Se prima un sacco di opere erano incentrate su eroi e principi etici, successivamente ci si è spostati su cartoni prettamente consumistici, in cui è l’oggetto più che il soggetto che conta: i Pokémon, Yu gi oh, Bay Blade, Sakura… Certamente è stata una tendenza e non una moda assoluta, e non so se sia proseguita perchè mi mancano gli ultimi 15 anni. Però indubbiamente i Pokémon, fin dal loro motto “catturali tutti”, sono stati costruiti per vendere. Anche se la società apparisse “comunista”, il problema sarebbe a monte. Starebbero usando il comunismo per fare soldi (tipo il Marrucci che si è comprato il gel per i capelli nuovo con i soldi fatti con Ottolina tv 🤣🤣).
Di sicuro i Pokémon sono diventati consumistici, altrimenti non sarebbero diventati il più grande e lucroso franchising del pianeta. Detto ciò però l’idea di base del creatore dei Pokémon era quella di far divertire i ragazzini, regalare un senso di avventura e scoperta, infondendo nel contempo una serie di precetti etici con particolare attenzione al rispetto della natura, e di piante e animali in particolare. Poi è scorretto considerare i Pokémon come esseri umani e non animali; sono ispirati in tutto e per tutto al mondo animale e il nome letteralmente vuol dire “mostriciattoli tascabili”. Come anche per le macchine che anzi sono ancor meno di animali, in quanto oggetti non viventi; manteniamo chiara la distinzione fra esseri umani, animali e oggetti; altrimenti si giunge a una delle brutture più folli del capitalismo contemporaneo dove abbiamo cani e gatti in Europa e Nord America che hanno una qualità di vita nettamente superiore a decine di milioni di bambini umani in giro per il mondo. Detto ciò la mia era solo una suggestione senza pretese di esser Veritas indiscutibile. 😁😁😁 Il Marru i soldi comunque li fa con le foto dei piedi! 🤣🤣🤣
Ah ma io non ho commentato perchè ho pensato che quello che stessi dicendo non fosse la verità, ma per condividere le riflessioni che ho fatto io leggendo quello che hai scritto. Ecco secondo me una cosa che andrebbe combattuta sui social è proprio questa, ossia l’idea che alla fine qualcuno debba “vincere” sempre una discussione. Secondo me invece una discussione è tanto più buona quanto produce idee, amplia punti di vista e aiuta a crescere il proprio senso critico. Quindi lungi da me dal volerti correggere eh, volevo solo riflettere insieme.
Comunque credo anche io che l’idea fosse di associare i Pokémon agli animali, e non agli esseri umani, e magari usarli per insegnare a rispettare gli animali, nonostante vengano usati dall’uomo (per dire, posso allevare un cane per usarlo come guardia al bestiame senza per questo trattarlo male o torturarlo).
Però la mia riflessione era più generale. Mettiamo che al posto dei Pokémon ci siano dei robot, e che questi robot abbiano un’intelligenza, delle emozioni, una coscienza di sè e una vita sociale proprio come un essere umano. Continuerebbero ad essere macchine, e quindi a poter essere usati come schiavi, oppure avrebbero il diritto di essere liberi? Se un fornello (o un charmender, o una mucca che scoreggia vicino a una candela) provasse dolore e tristezza quando viene usato in questo modo (e sono abbastanza sicuro che sia così per la mucca in questo caso specifico 😆), e fosse in grado di comunicarcelo, dovremmo sentirci delle merde a usarlo oppure no?
Tra l’altro questo dovrebbe essere il tema centrale dell’uomo bicentenario di Asimov.