In missione per conto di Trump, mentre Germania e Inghilterra si preparano al confronto diretto con la Russia e Zelensky avverte le compagnie aeree di tenersi lontano dallo spazio aereo russo, lanciando l’ennesima operazione speciale estiva (non pago del fallimento delle precedenti), Steve Witkoff e Jared Kushner, a 8 mesi dall’ultimo vertice con Putin. Lo spirito di Anchorage si aggira per Mosca, ma fino a un certo punto: nessuno più al Cremlino crede più ad una possibilità di negoziati con Washington (a parte Kirill Dmitriev che, ancora, ciancia di incredibili opportunità di investimento). Rubio lo ha detto fuori dai denti: non siamo imparziali, stiamo con l’Ucraina, gli mandiamo armi e informazioni di intelligence – anche se pagano quei fessi degli europei; figuriamoci che di che credibilità possono godere Witkoff e Kushner, che non sono neanche due diplomatici, ma due affaristi immobiliaristi, e rappresentano più Israele che gli USA. Per carità: diamo alla pace una chance (semicit.), tantopiù che l’Ucraina è in serie difficoltà. Gli attacchi alla logistica e ai porti condotti dai russi da diverse settimane, in risposta all’operazione speciale di 40 giorni (vedi sopra), hanno provocato una crisi di approvvigionamento con ricadute sulle forniture di energia e distribuzione di beni primari; gli scaffali dei supermercati di tante città sono vuoti, ma Zelensky ha ben altri guai: mentre si schiva uno scandalo di corruzione dopo l’altro, le antiche e mai sopite rivalità tra servizi segreti interni (SBU) e militari (GUR) esplodono, creando una frattura all’interno del suo cerchio magico. Insomma: un bella faida interna mentre tutto il resto va alla malora, inclusa la disponibilità di missili intercettori. Ne parliamo nel grande ritorno de La Bolla, il format di geopolitica della domenica sera ottoliniana condotto da Clara Statello, con Francesco dall’Aglio e Stefano Orsi.









