Al peggio non c’è mai fine… Dentro il Partito Democratico, c’è una corrente chiamata dei riformisti che rappresenta la parte più a destra del partito (come se il PD non fosse già abbastanza di destra, direte voi) ed è composta da figure come Bonaccini, Giorgio Gori, Lorenzo Guerini, Graziano Delrio, Piero Fassino e compagnia bella; ecco: come se tutto ciò non fosse già abbastanza orribile di per sé, grazie a un recente articolo del Domani abbiamo scoperto che questa ala destra del PD è, oggi, la principale alleata politica del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale vuole che il Partito Democratico continui a essere a favore del riarmo e a sostenere i preparativi della guerra alla Russia, evitando che si avvicini troppo alle posizioni pacifiste del Movimento 5 Stelle. E saranno proprio queste posizioni a prevalere perché, si legge nell’articolo, per il PD è assolutamente “vietato discostarsi da Mattarella”; ma perché è vietato discostarsi da Mattarella? Quando diciamo che il Presidente della Repubblica rappresenta oggi uno dei più gravi pericoli per la nostra democrazia e uno dei principali attentatori alla Costituzione del ’48, ci riferiamo esattamente a queste dinamiche: il Quirinale è tutto fuorché super partes e da anni, infischiandosene dei suoi limiti costituzionali, porta avanti una precisa agenda politica che non è stata in alcun modo votata dai cittadini. E in cosa consiste questa agenda? In primis, nel tenere l’Italia ben ancorata allo schieramento euro-atlantico – e, quindi, nel garantire che i vincoli esterni dell’Unione europea e della NATO non vengano mai messi in discussione, indipendentemente dalle maggioranze politiche e dalle indicazioni dei cittadini. La questione del riarmo è emblematica: riarmarsi è un ordine che ci arriva sia da Washington che da Bruxelles, sia da Trump che da von der Leyen; in quanto Paese satellite dell’impero occidentale, l’Italia deve schierarsi e fare la sua parte nella terza guerra mondiale a pezzi. “Tutto può cambiare, purché tutto resti uguale”: questo è da anni il motto politico del Presidente della Repubblica; in fondo, il celebre pilota automatico di cui parlava anche Draghi. Grazie, Presidente Mattarella, vero garante ultimo del nostro costante declino, dei preparativi di guerra e, soprattutto, del fatto che la sovranità non stia mai nelle mani del popolo italiano. Ma che cosa ne sarà, quindi, del campo largo? Ed è vero, come ha scritto Calenda pochi giorni or sono, che alle elezioni ci sarà un pareggio e che si formerà un nuovo governo tecnico, chiaramente eterodiretto da Sergio Mattarella? Ne abbiamo parlato con il giornalista Savino Balzano, autore di Romanzo Quirinale e lucido analista della trasformazione politica del Capo dello Stato.












