video a cura di Davide Martinotti
La Cina vuole portare l’intelligenza artificiale nel 70% dei settori economici entro il 2027, nel 90% entro il 2030 e praticamente ovunque entro il 2035, ma c’è un problema: secondo diverse stime, circa 70 milioni di posti di lavoro in Cina sono potenzialmente esposti all’automazione. Eppure, mentre Pechino accelera sull’adozione dell’AI, il governo continua a mettere l’occupazione al centro della propria strategia economica; come si può automatizzare tutto senza licenziare nessuno? Il contesto in cui si inserisce la rivoluzione dell’intelligenza artificiale è segnato dalla crisi demografica, la carenza di manodopera nelle fabbriche, la disoccupazione giovanile, la riforma delle università e la nascita di nuovi modelli imprenditoriali basati sull’AI, ma c’è anche un’altra storia; mentre gli Stati Uniti concentrano la loro strategia sui chip più avanzati, sulla potenza di calcolo e sui modelli di frontiera, la Cina sembra aver scelto un terreno di competizione diverso: trasformare 1,4 miliardi di persone nel più grande ecosistema di adozione dell’intelligenza artificiale mai esistito. Non una corsa per costruire l’AI più potente, ma una corsa per distribuire l’AI ovunque. Ne parliamo in questo video!











