II caso britannico mostra il cortocircuito del riarmo europeo: Starmer promette una nuova potenza militare, ma il ministro della Difesa Healey si dimette denunciando che i soldi non bastano e che il piano è solo fumo contabile. La spesa salirebbe appena dal 2,6% al 2,68% del PIL entro il 2030, lontanissima dagli obiettivi NATO: l’esercito britannico resta sotto organico, la Royal Navy è piena di problemi e molte capacità militari sono tagliate o ferme. Il punto politico è enorme: i governi europei promettono cannoni, ma non trovano i fondi senza colpire welfare, salari e conti pubblici. E qui entra Crosetto: il ministro italiano ha espresso solidarietà a Healey, ma avrebbe anche manifestato forti malumori per i fondi insufficienti destinati a Ucraina, NATO e riarmo europeo. Forse fino a pensare, anche lui, alle dimissioni?















