A pensarla male, ma male male, è è andata così: per sfuggire a 4 anni di servizi sociali, Nicole Minetti, condannata nel 2012 e nel 2021 per il Ruby-bis e Rimborsopoli, ha appositamente strappato ai suoi genitori biologici un bambino povero e malato in Uruguay; ha finto che fosse un orfano e ha chiesto la grazia a Mattarella con la scusa di doversi occupare delle cure del bambino. Non solo, perché per non lasciare testimoni di come sono andate veramente le cose, insieme al suo compagno Giuseppe Cipriani (citato più volte negli Epstein Files), avrebbe fatto sparire la vera madre biologica, scomparsa lo scorso febbraio, e fatto fuori l’avvocata uruguaja che rappresentava legalmente il bambino, trovata morta carbonizzata insieme al marito il 20 giugno 2024; ma se è vero che a pensar male, spesso, ci si azzecca, questa sembra più la trama da film horror o da tragedia greca, e prima di paragonare l’ex consigliera regionale preferita di Berlusconi a una regina del male al pari di Clitemnestra, di una Lady Macbeth o di un’Alessandra Moretti, ce ne passa parecchio. E allora partiamo dai fatti.
Intanto, chi è Nicole Minetti? Quarantun anni, nata a Rimini, Nicole Minetti si è laureata a Milano all’università San Raffaele in Scienze delle professioni sanitarie tecnico-assistenziali; prima di entrare in politica, di mestiere faceva l’igienista dentale e, nei primi anni Duemila, aveva avuto piccoli ruoli televisivi; nello stesso periodo, lavorava come hostess nelle fiere organizzate da Publitalia, la concessionaria pubblicitaria del gruppo Mediaset. È durante una di quelle fiere, nel 2009, che conosce Silvio Berlusconi, allora presidente del Consiglio, e – come nel caso di tante altre ragazze – quell’incontro le cambiò la vita (ma non è che, per caso, esiste una Silvia Berlusconi che potrebbe cambiarmi la vita?). L’anno dopo il primo incontro, Berlusconi la fa candidare alle elezioni regionali della Lombardia nel listino bloccato del candidato presidente Roberto Formigoni in una posizione che garantiva l’elezione; e, infatti, entra nel Consiglio Regionale, dove rimane dal 2010 al 2012. Alla fine di ottobre del 2010, Minetti finisce al centro del cosiddetto processo Ruby-bis, uno dei tre processi legati agli scandali sessuali di Berlusconi: Ruby era il soprannome di Karima el Mahroug, ragazza di origine marocchina che, all’epoca, aveva 17 anni; i diversi processi dimostrarono che Karima el Mahroug aveva partecipato a quelle che sui giornali furono definite cene eleganti nella casa di Berlusconi ad Arcore, in cui aveva avuto rapporti sessuali in cambio di denaro e favori.
Il processo Ruby-bis aveva come imputati Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora per favoreggiamento della prostituzione; il processo dimostrò che, nel 2010, Minetti andò, per volere di Berlusconi, a prendere in questura Ruby, che era stata trattenuta perché sospettata di furto e senza documenti: per velocizzarne il rilascio, Berlusconi aveva chiamato direttamente il questore dicendo che Karima el Mahroug era la nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak e gli aveva detto di affidarla a Minetti per evitare un incidente diplomatico. Ruby negò di essere parente di Mubarak, ma, alla fine, fu rilasciata e, dato che era minorenne, affidata legalmente a Minetti: per questo, Minetti fu condannata a 2 anni e 10 mesi per favoreggiamento della prostituzione. L’altro processo per cui fu condannata è legato alla famosa Rimborsopoli, un’inchiesta che aveva coinvolto decine di persone per l’uso indebito dei rimborsi pubblici da parte dei politici regionali della Lombardia; le due pene, sommate, ammontano a 3 anni e 11 mesi.
Nel 2022 vien disposta l’esecuzione cumulata con misure alternative al carcere, ma la Minetti non ha mai scontato alcuna pena: Minetti chiede, infatti, l’affidamento ai servizi sociali, e l’udienza per decidere viene fissata a dicembre 2025; all’inizio dello stesso anno, però, presenta una domanda di grazia a Mattarella che, lo scorso febbraio, gliela concede.
La ragione addotte dalla Minetti sarebbe questa: nel 2023, la Minetti, insieme al suo compagno imprenditore Giuseppe Cipriani, conosciuto in Uruguay nel 2012, avrebbe adottato ufficialmente un orfanello uruguajo di 6 anni affetto da una grave malattia congenita; questo bambino, per curarsi, sarebbe costretto a fare avanti indietro dall’Italia al Boston Children’s Hospital, dove era stato operato nel 2021 e dove sarebbe tutt’ora sarebbe seguito. La richiesta di grazia nasceva su quel presupposto: che la Minetti dovrebbe fare avanti indietro Italia-Boston per accompagnare il minore e, quindi, dovrebbe essere libera di muoversi e andare all’estero. Prima di arrivare al Colle, sia la procura di Milano che il ministero della Giustizia hanno convalidato questa storia – che, però, come risulta dall’inchiesta del Fatto Quotidiano di cui si parla in questi giorni, è piena di buchi.
Ecco quali: l’istanza di grazia presentata dai legali descrive il minore come “abbandonato alla nascita” e inserito in un orfanotrofio. I documenti del Tribunale di Maldonado (Uruguay) indicano, invece, una realtà diversa: il bambino, nato nel dicembre 2017, aveva due genitori biologici identificati, inseriti in un contesto di povertà estrema; il minore è stato affidato all’Inau (l’ente statale uruguaiano per l’infanzia) al massimo per 45 giorni. Minetti e Giuseppe Cipriani hanno, successivamente, intentato una causa civile per ottenere la decadenza della patria potestà nei confronti dei genitori naturali, procedimento iniziato nell’ottobre 2021 e conclusosi solo il 15 febbraio 2023. Dicevamo che un pilastro dell’istanza riguarda la necessità di viaggiare all’estero per le cure del minore, nello specifico al Boston Children’s Hospital: i legali sostengono che i medici dell’Ospedale San Raffaele di Milano e dell’Università di Padova avrebbero sconsigliato quell’operazione; tuttavia, all’istanza inviata al Quirinale non risulta allegato alcun referto o parere di tali ospedali. Contattati in merito, i primari di neurochirurgia affermano di non aver mai visitato il bambino né visto la coppia, e che quell’intervento viene normalmente eseguito anche in Italia.
Altra anomalia: come ha fatto il minore a essere operato negli USA nel 2021 se la coppia italiana non deteneva ancora la patria potestà, che ottiene solo nel 2023? Sullo sfondo del contesto in cui è maturata l’adozione, si registrano poi due eventi di cronaca piuttosto inquietanti su cui indaga la polizia uruguaiana: il 14 aprile 2026, il ministero dell’Interno locale ha diramato un ordine di rintraccio nazionale per la madre biologica del bambino, una donna di 29 anni scomparsa da Maldonado Nuevo a metà febbraio 2026, lo stesso periodo in cui in Italia veniva firmata la grazia; inoltre, l’avvocata d’ufficio che aveva rappresentato il minore, Mercedes Nieto, è stata trovata morta carbonizzata insieme al marito nella loro abitazione il 20 giugno 2024 – in questo caso, si indaga per duplice omicidio. C’è poi anche quella cosetta, che è venuta fuori, che Giuseppe Cipriani è più volte citato negli Esptein Files: nel 2010, Cipriani, che è membro della famiglia che gestisce l’Harry’s Bar di Venezia e una catena di ristoranti e alberghi di lusso, ha ricevuto cospicui finanziamenti da Jeffrey Epstein in persona; inoltre, testimonianze raccolte in Uruguay riportano che nella tenuta Gin Tonic di Minetti e Cipriani a Punta del Este si organizzavano feste private con presenza di escort, nelle quali Minetti aveva un ruolo di madama delle ragazze, scegliendole e istruendole su come comportarsi (una sorte di Ghislaine Maxwell della situazione).
Alla luce di queste rivelazioni del Fatto, alle 16.05 di ieri la Presidenza della Repubblica ha diffuso un comunicato dove il Capo dello Stato chiede al ministero della Giustizia di “acquisire con cortese urgenza
le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa” in merito alla “supposta falsità degli elementi” usati dai legali per ottenere la grazia a Nicole
Minetti. La procura di Milano – e, soprattutto, Nordio – potrebbero essere nei guai: le loro mancate verifiche potrebbero aver permesso la riuscita dell’inganno ordito dalla Minetti a Mattarella per ottenere la grazia. Vedremo se Minetti è davvero Lady Macbeth; in caso, vi terremo aggiornati.










