“Con un po’ di tempo in più, possiamo facilmente aprire lo Stretto di Hormuz, prendere il petrolio e fare una fortuna”: anche oggi, Trump non ci ha risparmiato la sua sbruffonata quotidiana; peccato che, nel frattempo, i suoi uomini fossero impegnati a schivare i colpi dell’artiglieria iraniana mentre provavano a soccorrere l’equipaggio di un altro F-16 abbattuto. E mentre, da Hormuz, qualcuno passava: ieri, una nave container francese; oggi, una petroliera giapponese. E’ il regalino che Teheran fa a chi si rifiuta di aggregarsi alla guerra d’aggressione criminale di USA e Israele e scende a patti con la Repubblica Islamica, come la Francia, appunto, che ieri all’ONU si è schierata al fianco di Cina e Russia per respingere la risoluzione del Bahrein che chiedeva il permesso per aprire Hormuz con la forza; l’Italia, nel frattempo, continua nei secoli fedele a sacrificarsi per piacere a Washington mentre si avvicina, inesorabile, l’ora della Grande Recessione Globale. Ne abbiamo parlato con Giacomo Gabellini, analista geopolitico e animatore del canale YouTube Il Contesto.















