“Il Presidente Trump ha ordinato di agire, e il Dipartimento della Guerra sta eseguendo”: così, stanotte, Pete Big Jim Hegseth annunciava da X l’avvio dell’operazione Southern Spear; “L’emisfero occidentale è il vicinato degli Stati Uniti, e noi lo proteggeremo”, ha dichiarato. Come sottolinea giustamente il buon Ben Norton, ormai è un po’ tardino per chiedersi se gli USA dichiareranno guerra al Venezuela; lo stanno già facendo: hanno già fatto 70 vittime in modo completamente illegale. Cominciano a sospettarlo pure gli alleati: prima l’Inghilterra, poi il Canada, poi la Francia hanno interrotto la collaborazione con l’intelligence USA nel mar dei Caraibi per paura che poi, un domani, una corte qualsiasi si faccia prendere dai sensi di colpa e decida di ingabbiare qualcuno, un timore che però non dovrebbe sfiorare gli uomini delle Forze Armate USA. L’amministrazione dell’aspirante Nobel per la pace Forrest Trump, infatti, gli ha dato il lasciapassare: è quanto è emerso da un documento riservato dell’Ufficio di Consulenza legale del Dipartimento di Giustizia, trapelato giusto un paio di giorni fa; è lo stesso ufficio che aveva dato il via libera al ricorso alla tortura durante la War on Terror di Bush Jr. A questo giro, come riporta il Washington Post, ha dichiarato che “il personale che prende parte ad attacchi militari su presunte imbarcazioni adibite al traffico di droga in America Latina non sarà esposto a future azioni penali”, un vero e proprio delirio non solo perché sdogana l’idea che basta siano presunte, ma proprio perché, in punta di diritto, anche se ci fosse la certezza che trasportano droga, sarebbe illegale lo stesso: i trafficanti si arrestano e, al limite, si ricorre alla violenza se oppongono resistenza; tirargli un missile addosso così, a caso, per fare prima, non è un’opzione. Ovviamente, i pareri dell’ufficio legale non fanno testo; in teoria, non hanno nessun valore legale, ma, nella pratica, sì: nessuna corte USA ha mai perseguito i torturatori della War on Terror, neanche quando Obama ha fatto cambiare il parere legale dell’ufficio. Obbedivano agli ordini: la stessa linea difensiva dei nazisti a Norimberga (ai quali gli USA assomigliano sempre di più).
La copertura dell’ufficio legale non è l’unica cosa che lega la guerra ibrida contro la rivoluzione bolivariana in Venezuela alla guerra al terrore; anche il ricorso alle più palesi e ridicole fake news è molto simile: la finta fialetta di antrace di Powell, allora, e l’invenzione a tavolino di un intero cartello della droga oggi: il Cartel de los soles che, anche stando agli stessa media mainstream USA – come addirittura la CNN – non esiste, ma che, comunque, sarebbe guidato direttamente da Maduro. La domanda allora è: cosa cambia con l’annuncio di questa fantomatica operazione Southern Spear? Siamo di fronte all’escalation definitiva che permetterà a Forrest Trump e a Big Jim Hegseth di distrarre dalle precedenti figure di merda? O è sempre e solo la solita fuffa di Mister Taco? Lo abbiamo chiesto a Enrico Tomaselli, analista geopolitico per vocazione e firma di Giubbe Rosse per passione.
L’intramontabile ottimismo del buon Tomaselli è contagioso e aiuta a sfatare un po’ di miti della propaganda machista fino al paradosso dell’amministrazione Trump; purtroppo, però, c’è chi la vede decisamente più grigia: il punto è che sulla necessità di stringere la presa sull’America Latina e tornare a una sorta di dottrina Monroe, negli USA il consenso è completamente bipartisan – un po’ come per il sostegno al genocidio di Gaza. Per chiarirlo, ha fatto una carrambata anche quel fenomeno da baraccone di John Bolton, ospitato in pompa magna proprio sulle colonne del Washington Post; l’editoriale sprizza risentimento nei confronti di Forrest Trump da ogni parola, a parte che sull’obiettivo finale: “Ecco il modo giusto per rovesciare Maduro” scrive Bolton, che lancia un allarme: abbiamo tutto il diritto di fare tutti i golpe che vogliamo, ma, per farli, servono – e cito – “una pianificazione e un’attuazione rigorose e costanti”, mentre quella di Trump è solo “una messinscena teatrale”. Un vero scontro tra titani!
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E chi non aderisce è John Bolton















