Ma tu ti eri accorto che il governo ti ha appena letteralmente fottuto 2 miliardi e mezzo per regalarli al quarto uomo piΓΉ ricco del pianeta e fare contento Forrest Trump? PerchΓ©, a quanto ho capito, Γ¨ esattamente quello che Γ¨ successo: praticamente, la Procura di Milano, insieme alla Guardia di finanza di Monza, hanno aperto unβindagine su Amazon e hanno scoperto che piΓΉ o meno nel periodo del covid, quando, nel giro di pochi mesi, hanno triplicato il fatturato e Bezos da solo ha guadagnato tipo 70 miliardi, solo in Italia si sarebbero fregati oltre un miliardo di IVA; proprio in modo scientifico e dichiarando il falso. Risultato: ci dovrebbero dare oltre 3 miliardi. Per come stiamo messi, una marea di soldi: ci paghi per 6 mesi tutti gli asili nido dβItalia, per dire; ottimo, no? Proprio adesso che il governo ha detto che anche questβanno dobbiamo tirare la cinghia perchΓ© non cβΓ¨ un euro, 3 miliardi cosΓ¬, a babbo morto, son tanta roba; per qualcuno, evidentemente, pure troppa. Il punto Γ¨ che, a quanto pare, nel bel mezzo delle indagini, a fare una visitina in procura mercoledΓ¬ 10 settembre sarebbero andati il responsabile economico di Fratelli dβItalia, il viceministro Maurizio Leo, e il capo dellβAgenzia delle entrate; non Γ¨ che li hanno chiamati a testimoniare o che: sono andati lΓ¬, di loro sponte. Strano, no? Cosa gli saranno andati a dire? Nessuno lo sa; quello che, perΓ², sappiamo Γ¨ che, qualche giorno dopo, Amazon ha ricevuto una bellissima notizia: glielβha recapitata lβAgenzia delle entrate stessa. Caro Jeff, non ci fa’ caso; quelli so pignoli, non lo sanno come gira il mondo. Figurati se ora ti chiediamo 3 miliardi; quanto avevi evaso? 1,2? Ok; famo che ci dai 600 milioni e siamo pari. Poi, per i 2 e mezzo che cosΓ¬ ci mancano, ce la vediamo coi lavoratori italiani; tanto quelli sono abituati a pagare.
Che ve ne pare? Siete abituati a pagare e zitti?
Ma andiamo per gradi. Il Metodo Amazon: cosΓ¬ si intitola il rapporto commissionato dal gruppo di The left allβEuroparlamento, ormai oltre 4 anni fa; βCome approfittare del sistema statale internazionale per evitare di pagare le tasseβ. βCon l’inizio della pandemia di coronavirus nella primavera del 2020β, ricordano gli autori, βL’associazione internazionale dei lavoratori di Amazon ha chiesto la chiusura dei magazzini, per tutelare la loro saluteβ; βNonostante le continue proteste per la mancanza di tutele sanitarie, le operazioni sono proseguite ininterrottamente, e le casse di Amazon hanno risuonato come mai primaβ: nel solo arco del 2020, i ricavi di Amazon sono passati da 106 ad addirittura 386 miliardi, quadruplicati, e Jeff Bezos da solo, nellβarco di 12 mesi, si sarebbe intascato qualcosa come 70 miliardi di dollari. Alle casse degli Stati dove Amazon opera, invece, sarebbe andata un poβ peggio: βLe 500 principali corporation globali per fatturato secondo la classifica di Fortunes Global 500 registrano ogni anno ricavi per 30 mila miliardi, quasi il doppio del PIL dellβintera Unione europeaβ, sottolineano gli autori; βuna bella fetta di questi 30 mila miliardi, sono transazioni che avvengono allβinterno delle singole corporationβ e sono queste a βrappresentare i mattoncini dei giganteschi schemi di elusione fiscale che favoriscono immense concentrazioni di ricchezza nella mani di pochissimiβ.
E quando si tratta di progettare e mettere in pratica questi schemi, Amazon non teme rivali: il giochino, comβΓ¨ noto, consiste nellβutilizzare le transazioni tra sussidiarie e controllate, dislocate nei vari Paesi, per far figurare gli utili nei Paesi dove la tassazione Γ¨ piΓΉ bassa e le perdite dove Γ¨ piΓΉ alta, ma non solo. Inspiegabilmente, ci sono sussidiarie in Paesi in via di sviluppo che non fanno altro che accumulare perdite stratosferiche, anno dopo anno; una di queste, ad esempio, Γ¨ la Amazon Seller Services Private Limited, registrata in India, che, nel corso degli anni, ha registrato quasi 4 miliardi di dollari di perdite. Queste perdite, perΓ², non servono semplicemente a compensare i profitti di altre sussidiarie nel Paese, ma attraverso una complessa architettura di sussidiarie, domiciliate fondamentalmente in Lussemburgo, βLe perdite generate al di fuori dell’Ue sembrano essere state convertite da Amazon in crediti d’imposta negli Stati Uniti, garantendo cosΓ¬ che Amazon paghi poche o nessuna tassazioneβ. Insomma, conclude il rapporto, βAmazon opera con uno specifico schema di arbitraggio del credito d’imposta coordinato tramite filiali situate in Lussemburgoβ e, alla fine, ci va di lusso se al posto di ricevere tasse, non ci tocca dargli a noi qualcosa indietro, anche perchΓ© in tanti preferiscono chiudere un occhio e da quando Γ¨ arrivato Forrest Trump, che di temperamento Γ¨ tendente allβincazzereccio, pure tutti e due.
Non tutti, perΓ²; di sicuro, non alla Procura di Milano: ce lβhanno di vizio. Quando procuratore era Francesco Greco, la Procura di Milano era diventata un poβ il nemico pubblico numero 1 delle Big tech e dei loro magheggi contabili, portando spesso a casa risultati incoraggianti: 310 milioni da Apple, 779 da Airbnb; solo queste fanno piΓΉ di un miliardo. Certo, visto che lo stato italiano, poi, le spende per finanziarci due tranche di nuove armi a Kiev, forse tanto valeva lasciarli dove erano; ma questo, diciamo, non dipende certo da Greco: ormai Greco Γ¨ in pensione da 4 anni e il procuratore che cβΓ¨ ora, Marcello Viola, era stato salutato con ottimismo dalle forze politiche dellβattuale maggioranza. Pensavano gli avrebbe dato meno problemi; forse, si sbagliavano: evidentemente, la voglia di far pagare le tasse ai miliardari in Procura non Γ¨ venuta meno, e nemmeno le conoscenze su cosa fare per arrivare al risultato. Anzi: Viola, da ex coordinatore della Direzione Distrettuale Antimafia, cβha aggiunto del suo e oltre a cercare il modo di farci restituire i quattrini, aveva messo sul tavolo anche accuse di dichiarazioni fraudolente nei confronti di 3 manager, compreso uno dei principali registi della strategia fiscale globale di Amazon, Kurt Lamp, una vecchia conoscenza; il suo nome Γ¨ al centro dei Paradise papers, lβenorme fuga di documenti che ha rivelato al mondo le strategie fiscali delle multinazionali e dalla quale emerge come una figura di assoluto rilievo nella creazione e nella gestione del sofisticato puzzle di sussidiarie in Lussemburgo. Insomma: le indagini di Viola e della sua squadra sembravano davvero poter riuscire a portare nelle casse dello stato 3 miliardi abbondanti di euro – e proprio quando ce ne sarebbe stato piΓΉ bisogno. Proprio questo week end, infatti, il ministro delle finanze Giorgetti aveva dovuto ammettere mestamente che i 5 miliardi che servirebbero per tagliare dal 35 al 33% lβaliquota IRPEF sui redditi compresi tra i 28 e i 60 mila euro che promettono da mesi, sono improvvisamente spariti, perchΓ© βil contesto Γ¨ un poβ cambiatoβ. Perfetto, Giorgeβ, e allora semplifichiamolo: facciamoli pagare al quarto uomo piΓΉ ricco del pianeta, no? Cβha 250 miliardi di patrimonio personale; che gli farΓ mai?Β
Ma perchΓ© mai, allora, il governo si sarebbe mosso per ostacolare lβindagine? Chiaramente, non lo sapremo mai, ma unβipotesi forse la possiamo azzardare; che ai sudditi non sia permesso tentare di rivalersi contro la cerchia dei tecnofeudatari che lo circondano e lo ossequiano, Trump infatti lβha chiarito a piΓΉ riprese senza possibilitΓ di fraintendimenti: quando USA e Ue hanno siglato lβaccordo commerciale il 26 agosto scorso, The Donald ha fatto sapere che βIn qualitΓ di presidente, mi opporrΓ² ai Paesi che attaccano le nostre incredibili aziende tecnologiche americane. Le tasse digitali sono tutte progettate per danneggiare o discriminare la tecnologia americanaβ. E quando, il 5 settembre scorso, lβantitrust Ue ha inferto a Google una multa da 2,95 miliardi, nel giro di pochi minuti ecco la risposta: βNon possiamo permettere che questo accada alla brillante ingegnositΓ americana e, se ciΓ² dovesse accadere, sarΓ² costretto ad avviare un procedimento ai sensi della Sezione 301 per annullare le sanzioni ingiuste imposte a queste aziende americaneβ. Trump non puΓ² rinunciare al sostegno dei suoi cortigiani piΓΉ potenti; eΒ siccome in patria, per evitare che il capitalismo USA crolli definitivamente, Γ¨ costretto a portare avanti politiche spregiudicate che li preoccupano e che rischiano di costargli care, garantire ai tecnofeudatari che lo circondano che potranno sempre compensare facendo razzia nelle colonie – senza temere di doverne pagare le conseguenze – Γ¨ una parte fondamentale del complicato equilibrio di potere che deve riuscire a mantenere.
Gli amministratori coloniali che sono attualmente al governo in Italia lo sanno: mercoledΓ¬ scorso non hanno fatto altro che farlo sapere anche al procuratore di Milano, e lβunico giornale in Italia che ne ha parlato Γ¨ Il Manifesto, il piΓΉ povero e sfigato di tutti. ChissΓ … Magari tutti gli altri sarebbe arrivata lβora di buttarli nel cesso e di costruire da zero, finalmente, un vero e proprio media che dia voce agli interessi del 99%. Aiutaci a farlo: metti mi piace a questo video, condividilo, iscriviti a tutte le nostre pagine social, attiva tutte le notifiche e, soprattutto, aderisci alla campagna di sottoscrizione di Ottolina Tv su GoFundMe e su PayPal, per un media senza padroni, tranne te.
E chi non aderisce Γ¨ Giancarlo Giorgetti
















bravo
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