Emerge solo pessimismo dal primo round dei negoziati tra Unione europea e Stati Uniti sul tema dei dazi e dei rapporti commerciali: il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, si è fatto avanti con la sua proposta di eliminare reciprocamente i dazi sui beni industriali, che però era già stata respinta pubblicamente da Trump; durante l’incontro, durato due ore, Sefcovic non ha però ottenuto alcuna indicazione concreta su possibili alternative per evitare un’escalation commerciale che rischia di avere conseguenze economiche pesanti su entrambe le sponde dell’Atlantico. L’Europa, sostengono fonti vicine alla commissione, fatica a comprendere cosa davvero voglia Trump per scongiurare lo scontro: l’acquisto di gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti – che Bruxelles è pronta a garantire – e l’ipotesi di creare una zona di libero scambio per i beni industriali non sembrano bastare all’imperatore atlantico che, probabilmente, chiede una ancora maggiore sottomissione da parte dei sudditi.
Nel corso del colloquio si è discusso anche di altre questioni: la sovraccapacità produttiva di acciaio e alluminio e la solidità delle catene di approvvigionamento per microchip e farmaci; su questi temi, Trump ha già introdotto (o minaccia di introdurre) nuovi dazi, giustificandoli con la necessità di proteggere la sicurezza nazionale e riportare la produzione all’interno dei confini americani. Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, gli Stati Uniti avrebbero ipotizzato, con molta cautela, l’introduzione di dazi comuni – orientati soprattutto contro la Cina – per quanto riguarda i metalli; nel settore farmaceutico, invece, vorrebbero vedere aumentati gli investimenti produttivi sul proprio territorio. Washington chiede anche che l’Europa rimuova una serie di normative che considera ostacoli ingiustificati per le imprese americane: dai divieti sugli OGM e sull’uso di antibiotici – che limitano le esportazioni di prodotti agricoli e carne – alle stringenti regole in campo digitale.
Ma su questi fronti, per adesso, la Ue non sembra voler trattare: “Gli standard su alimenti e sicurezza, così come la regolamentazione del mercato digitale, sono linee rosse e non fanno parte del negoziato” ha chiarito ieri un portavoce della Commissione. Anzi, la tensione potrebbe salire ulteriormente: nelle prossime settimane sono attese nuove sanzioni europee contro colossi come Apple e Meta, cosa che di certo non aiuterà a migliorare il clima tra le parti.















