Trump ha dichiarato finita la tregua con l’Iran, mentre il Golfo Persico torna dentro una spirale militare aperta: tre navi commerciali colpite dall’Iran nello Stretto di Hormuz, poi una nuova ondata di raid americani contro oltre 80 obiettivi iraniani e risposta di Teheran con missili e droni su basi USA in Bahrain e Kuwait; Washington riattiva anche la pressione economica, revocando la licenza temporanea che permetteva nuove operazioni sul petrolio iraniano. Nel mezzo, il vertice NATO di Ankara: Trump accusa Teheran di aver fatto saltare l’accordo, Hegseth cancella la visita in Israele e l’intera crisi torna a concentrarsi sul punto più sensibile del mercato energetico mondiale. Sul fronte ucraino, intanto, la guerra si muove su due piani: Mosca colpisce Kiev con missili balistici che la difesa ucraina non riesce a intercettare; Kiev risponde sul mare, rivendicando attacchi contro petroliere della flotta ombra russa nel Mar d’Azov. L’Ucraina viene raccontata come una potenza militare in ascesa, ma resta appesa ai sistemi NATO proprio nel punto più vitale: la difesa antibalistica.










