Ci hanno raccontato che la sanità pubblica non è più sostenibile, che le liste d’attesa sono inevitabili, che, se vuoi curarti in tempi umani, devi essere realistico: pagare. Ma se il pubblico non funziona, non è per caso: è perché, da anni, viene svuotato, tagliato, frammentato, consegnato pezzo dopo pezzo a cliniche private, assicurazioni, grandi gruppi finanziari e Big Pharma. Nel 2024 gli italiani hanno speso 47 miliardi di euro di tasca propria per curarsi; quarantasette miliardi non per un lusso, ma per visite, esami, farmaci, prestazioni che dovrebbero essere garantite dal Servizio Sanitario Nazionale. In questa puntata di Ottolina e mezzo, insieme a Federico Greco, curatore di Desaparecinema e regista di C’era una volta in Italia, intervistiamo Vittorio Agnoletto, autore per Paper First de L’industria della salute: parliamo di brevetti, Big Pharma, privatizzazione, sanità lombarda, intramoenia, liste d’attesa e del meccanismo perfetto con cui il diritto alla salute viene trasformato in business, perché il punto non è che il privato arriva dove il pubblico non ce la fa; il punto è che il pubblico viene fatto arretrare per creare spazio al privato. E quando la malattia diventa mercato, più siamo malati, più qualcuno guadagna. PS: Federico Greco e Vittorio Agnoletto, insieme a molti altri, saranno presenti a Fest8lina venerdì 10 luglio alle ore 16 con un panel dal titolo Riprendiamoci la sanità pubblica.











Sbaglio o il video è stato censurato?
Ho iniziato a guardarlo ed è molto interessante, ma ho dovuto sospendere per un impegno. Quando potevo riprendere il video non era più disponibile.
Avete fatto centro.
È disponibile su Rmble o altra piattaforma meno censoria e democratica?
Ritengo che la Sanità pubblica, per tutti, debba essere un bene acquisito da tutto il popolo italiano che lavora e per tutta la vita lavorativa versa contribhti.
Ritengo che lo Stato debba aiutare le persone con disagi economici italiane e non buttare soldi per gli stranieri, ormai troppi, che arrivano come clandestini in Italia.
Ritengo, che nel rispetto della Costituzione Italiana, ogni cittadino si possa curare come crede e non essere sottoposto, con ricatto, a cure obbligatorie.
Grazie!!!!