La sinistra riparta da Bill Gates; anzi, no: da Melinda; sembra una barzelletta e, invece, è la tesi di uno degli influencer più affermati della vera sinistra democratica e progressista, il maestro Lorenzo Tosa. “C’è solo una cosa da fare di fronte a un uomo e un imprenditore come Bill Gates” scriveva nel 2020: “applaudire e ringraziare”; “il resto non conta nulla”. Quando si dice il pensiero critico, eh? La critica al sistema…. Peccato che il nome di San Gates, negli ultimi giorni, sia stato leggermente scalfito da un fatto increscioso: appare oltre 2 mila volte negli Epstein Files. Chissà… Forse ha preso l’idea di stare vicino agli ultimi, tipica di ogni filantropo che si rispetti, un po’ troppo alla lettera. Il maestro Tosa però, va detto, non è il primo a dimostrare cotanta devozione verso gli uomini più ricchi del pianeta; quando, nell’ottobre del 2011, scompare Steve Jobs, nell’arco di poche ore le mura della Capitale vengono ricoperte di locandine funebri autoprodotte: “Ciao Steve”. Indovinate chi s’era fatto lo sbattimento? Esatto: Sinistra, Ecologia e Libertà, l’antenato di AVS. Ma da dove nasce, esattamente, questa totale subalternità dei gombagni al miliardario di turno?
Ripartiamo da capo: “Lo hanno offeso. Lo hanno insultato. Gli hanno dato dello speculatore; addirittura, gli hanno detto che voleva arricchirsi con il Covid. Ma niente: lui, il più grande filantropo forse di tutti i tempi, ha alzato le spalle e ha dato una risposta delle sue, la più bella di tutte. E dopo aver donato 125 milioni di dollari per finanziare 7 diversi studi, oggi ha annunciato che pagherà di tasca propria il vaccino per il mondo intero; non solo la ricerca, ma anche impianti, produzione, ricercatori, realizzazione e distribuzione a livello globale. Tutto. Quest’uomo che da decenni, insieme alla moglie, ha contribuito a salvare dalla fame e dalla miseria più nera milioni di persone nei luoghi più poveri del Pianeta, oggi restituisce parte di quello che ha guadagnato per un vaccino che salverà la vita ad altrettanti milioni di persone. Compresi quei miserabili che gli spargono addosso odio e complottismo da quattro soldi. C’è solo una cosa da fare di fronte a un uomo e a un imprenditore così: applaudire e ringraziare. Il resto non conta nulla”. Era l’aprile del 2020 e a scrivere questo post strappalacrime era lui: Lorenzo Tosa, probabilmente in assoluto la mente – e, soprattutto, la penna – più apprezzata e più rappresentativa della Vera Sinistra Democratica e Progressista italiana; ma Lui, il misterioso protagonista del post, però, non è la solita icona trita e ritrita della vera sinistra, perché il nostro Lorenzo non è solo il migliore interprete possibile dello spirito profondo che pervade cuore e mente di ogni sincero democratico, ma è anche un innovatore. E, quindi, via Che Guevara, via Nelson Mandela, via Sankarà, Arafat, per non parlare di Lenin, o di Mao, o di Togliatti; via con queste incrostazioni stantie: bisogna rinnovare il Pantheon e bisogna farlo con gli uomini che si stanno sacrificando per il bene dell’umanità ogni giorno, qui e ora!
Ed ecco, così, che l’apice dell’arte oratoria del nostro Lorenzo non poteva che essere dedicata a lui; sì, esatto: proprio lui! Non è uno scherzo: il protagonista del post del nostro Lorenzo è nientepopodimeno che Bill Gates, quel Bill Gates che allora, con 93 miliardi di dollari di patrimonio, era il secondo uomo più ricco del pianeta, dietro solo a Jeff Bezos; secondo la finta sinistra stantia e conservatrice, li aveva guadagnati imponendo con la forza a tutto il pianeta l’adozione di tecnologie proprietarie costose ed inefficienti e ostacolando con ogni mezzo necessario la diffusione di tecnologie aperte più sicure, economiche e resilienti. Ma il nostro Lorenzo non è uno che si fa rinchiudere dentro queste gabbie ideologiche novecentesche e vede il quadro generale senza steccati e senza paludate nostalgie: altro che speculatore! Bill Gates non solo ha accumulato 93 miliardi di patrimonio col sudore della sua fronte, a differenza di voi poveracci invidiosi che passate le giornate a scrollare video di culi su TikTok; ma, poi, quei 93 miliardi faticosamente sudati li ha usati per “salvare dalla fame e dalla miseria più nera milioni di persone nei luoghi più poveri del Pianeta”, mentre voi il gesto più estremo di generosità che avete mai fatto è schiacciare un brufolo sul muso del vostro compagno di banco al liceo. Ma non è ancora finita, perché, sottolinea Tosa, dopo aver salvato l’Africa, ora San Gates si appresta a usare tutto il suo patrimonio per salvare tutto il resto dell’umanità: non solo ha fatto sviluppare un nuovo, miracoloso vaccino tutto con soldi suoi, ma poi lo produrrà e lo regalerà a tutto il Pianeta; e non dovranno nemmeno andarselo a prendere: lo porterà direttamente a casa a tutti, uno a uno – e voi che ancora scassate la minchia con queste cazzate da veterocomunisti della sovranità e della salute pubblica… Ci pensa Bill, matusa!
Non andrà esattamente così: in tutto, si stima che nel mondo per i vaccini Covid, tra acquisto e distribuzione, tra il 2020 e il 2023 si siano spesi circa 250 miliardi; la Fondazione Bill e Melinda Gates avrebbe contribuito per abbondantemente meno dell’1%. In compenso, il patrimonio dei due coniugi, da allora, è cresciuto all’incirca di un altro 50%, sfiorando quota 150 miliardi – tutti sempre rigorosamente guadagnati col sudore della fronte; in compenso, mezzo pianeta il vaccino non l’ha manco mai ricevuto, e a qualcuno è venuto il dubbio che non siate solo voi a sprecare la vita con questa fissazione dei video con i culi (e forse, non solo dei video). Il nome di San Gates, infatti, negli ultimi giorni è stato travolto dalla macchina del fango: nei 3 milioni di documenti degli Epstein Files, Bill Gates compare 2.522 volte. A scatenare la curiosità, in particolare, un paio di mail: in una si parla di “aiutare Bill ad ottenere farmaci, per affrontare le conseguenze del sesso con ragazze russe” e “facilitare incontri illeciti con donne sposate” e, nell’altra, di San Gates che avrebbe implorato affinché venissero “cancellate le email riguardanti le sue malattie sessualmente trasmissibili” e di fornirgli “antibiotici da dare di nascosto a Melinda”. Per quanto portavoci di Gates abbiano etichettato queste accuse come assurde, non sono che la goccia che ha fatto traboccare il vaso: i contatti tra i due sono noti almeno dal 2010, quando Epstein era già stato condannato per aver abusato sessualmente di almeno 36 bambini di appena 14 anni; evidentemente, però, per la legge USA e per Bill Gates non era poi sta gran tragedia. San Gates, comunque, ha sempre minimizzato l’entità del loro legame: ha sempre negato di aver avuto contatti con Epstein che non fossero legati a una qualche raccolta fondi o qualche attività filantropica – che accendevano l’entusiasmo del nostro Lorenzo Tosa.
L’insieme dei documenti sembrerebbe raccontare una storia diversa: una lunga – chiamiamola – amicizia e una profonda intimità, che avrebbe addirittura giocato un ruolo di primo piano nel travagliato divorzio dalla moglie (che ha già rimpiazzato il compagno Bill nel cuore del nostro Lorenzo); d’altronde, era inevitabile: in un’intervista, ormai diventata virale, Melinda, per un attimo, ha messo da parte i 30 miliardi di dollari di patrimonio che le sono rimasti dopo il divorzio e si è messa nei panni delle vittime di Epstein, con una profondità pari (se non, addirittura, superiore) a un post medio del maestro Tosa. ”Nessuna ragazza”, ha dichiarato con voce spezzata, “nessuna ragazza dovrebbe mai essere messa nella situazione in cui sono state messe da Epstein e chiunque fosse insieme a lui. Dire che spezza il cuore è un eufemismo. Ricordo quando avevo quell’età; quindi è molto doloroso”. La reazione di Tosa: “Sono ammirato da tanta dignità e altrettanta lucidità in un momento così difficile e doloroso”; “Che donna straordinaria”. Figuriamoci se avesse anche detto che non esistono più le mezze stagioni, che dovremmo rispettare di più il pianeta e che vorrebbe la pace nel mondo; chissà come avrebbe reagito il maestro! Come minimo, gli sarebbero apparse delle stigmate con il celebre logo di Windows ‘98…
Ma c’è un’altra cosa interessante che Santa Melinda si è lasciata scappare nell’intervista: “Ho dovuto andarmene”, afferma; “volevo allontanarmi da tutta quella melma che c’era lì dentro”. Peccato se ne sia andata senza mai denunciare niente; d’altronde, era occupata: doveva lottare per i suoi 30 miliardi di patrimonio. Le icone della Vera Sinistra Democratica e Progressista di Lorenzo Tosa magari hanno anche qualche difetto, ma sanno individuare benissimo le priorità; noi, invece, che siamo rimasti un po’ indietro, non abbiamo né la fanbase di Lorenzo Tosa, né, soprattutto, il patrimonio di San Bill e Santa Melinda. E se trovi il quadretto che ti abbiamo dipinto desolante e pensi che servirebbe come il pane un media del 99%, ma che con questa vera sinistra democratica e progressista non abbia niente a che fare, abbiamo bisogno del tuo sostegno: metti mi piace a questo video, condividilo, ma (soprattutto) aderisci alla campagna di sottoscrizione di Ottolina Tv su GoFundMe e su PayPal.
E chi non aderisce è Lorenzo Tosa










