“Se alle elezioni di midterm perdiamo la maggioranza anche nell’altro ramo del parlamento, mi fanno fuori, nonostante il trionfalismo per l’ennesimo attacco terroristico di successo made in USA”; di fronte ai rappresentanti repubblicani, Forrest Trump non sembra poi così sereno: è arrivato addirittura a sottolineare che i democratici sono dei gran furboni, che è un po’ come sottolineare l’intelligenza di Pina Picierno o di Carlo Calenda. Il punto è che al di là della propaganda e delle leccate di culo di Hegseth e della Meloni, in realtà le minacce e i blitz di Trump sembra stiano scontentando un po’ tutti: da un lato scontenta la vecchia guardia globalista, perché mettono a nudo l’arroganza imperiale degli USA e ne indeboliscono la rete di alleanza; dall’altro, però, scontentano pure i neocon più duri e puri, perché non sono abbastanza machi e cazzuti e, più che rilanciare il mito dell’invincibilità USA, rischiano di farli apparire come delle mammolette. Ne abbiamo parlato con un ospite di eccezione: Pino Arlacchi, ex direttore esecutivo del dipartimento ONU contro la droga e il crimine, nonché allievo prediletto del nostro guru Giovanni Arrighi.















