Continua l’assalto finale di Israele a Gaza: l‘IDF avanza nel deserto quasi incontrastato, mentre l’Occidente democratico finge di essere scandalizzato per il genocidio, ma non fa nulla di concreto per impedirlo. La commissione europea lavora (con molta lentezza) all’adozione di misure di pressione su Israele, come dazi e sanzioni, ma Italia e Germania potrebbero opporsi: la premier Meloni, infatti, sembra non avere alcuna intenzione di interrompere gli accordi commerciali con Israele, in particolare il contratto Horizon. Intanto a Gaza la situazione si fa sempre più drammatica: le bombe israeliane, nelle ultime ore, hanno falciato decine e decine di vite, soprattutto donne e bambini, prendendo di mira persino i convogli di sfollati; sfollati che sono arrivati a quota 400.000, secondo quanto riporta la stampa, in un tragico va e vieni in cui non sono altro che bersagli mobili “dentro un catino”. Davanti a questi fatti, il Papa lancia un timido appello senza avere il coraggio di prendere una posizione forte che sia da esempio per il mondo cristiano, mentre il CIO rigetta la richiesta della Spagna di Sanchez di escludere Israele dalle competizioni sportive; davanti all’ignavia delle democrazie liberali, l’unica opzione resta la mobilitazione della società civile che scende in piazza e dei lavoratori che chiedono lo sciopero generale.
















Cerchiamo di capire una volta per tutte che Israele ed USA sono la stessa cosa, è veramente deprimente discutere di ciò.
Se vorranno continuare ed allargare le operazioni lo faranno
Temo che le abbia ragione