“A partire dal 1° agosto 2025, applicheremo all’Unione europea una tariffa doganale del 30 % sui prodotti Ue inviati negli Stati Uniti”; “Vi preghiamo di comprendere che il 30 % è molto meno di quanto sarebbe necessario per eliminare la disparità del deficit commerciale che abbiamo con l’Ue”; “Se per qualsiasi motivo decidete di aumentare le vostre tariffe per ritorsione, allora, qualunque sia il numero che scegliete di aumentare, verrà aggiunto al 30 % che applichiamo”. Forrest Trump torna alla carica e per evitare che, a questo giro, i capitali tornino a fuggire dai mercati azionari, come è successo dopo il Liberation Day, ha in mente un piano diabolico: distruggere ogni possibile concorrente in grado di rappresentare un’alternativa per i capitali in fuga, a partire dall’Unione europea e dagli asset denominati in euro. Avete capito bene: il capitalismo USA è così bollito e il dollaro in una crisi talmente profonda da temere la concorrenza dell’Europa e dell’euro. Ma puntare alla definitiva deflagrazione dell’Ue potrebbe non essere una scelta lungimirante: l’Unione europea in questi 30 anni, alla fine del giro, ha sempre garantito che i colpi di testa dei singoli Stati nazionali venissero riassorbiti e che il rapporto gerarchico di subordinazione nei confronti del centro imperiale venisse sempre rispettato; con l’Ue che finisce di sfaldarsi grazie alle politiche disperate di Forrest Trump, siamo sicuri che non ci saranno Stati nazionali che approfittano dell’occasione per tentare di emanciparsi dalla dittatura di Washington e guardare verso il Mondo Nuovo? E noi italiani cosa aspettiamo a organizzarci per approfittarne? Ne abbiamo parlato in questo nuovo episodio di Pane e Volpi.










