Ventisette milioni: questo l’importo del bando di gara trapelato nelle ultime settimane per la costruzione di altri 10 mila metri quadrati di edifici nel cuore di Firenze e il tutto molto, ma molto green. Ma state tranquilli: non saranno soldi sprecati, non serviranno ad affrontare l’emergenza abitativa in un città resa inaccessibile dall’overtourism e dalla speculazione senza limiti. Sono soldi spesi bene che contribuiranno a collocare l’Italia tra i primi della classe nel business per eccellenza dei prossimi decenni: la guerra, per procura. I 10 mila metri quadrati in questione, infatti, servono ad ospitare nientepopodimeno che il quartier generale permanente della Multinational Division South, la struttura della NATO che si occupa di progettare e coordinare una proiezione neocoloniale nel sud del Mediterraneo all’altezza del XXI secolo: gli USA ci mettono gli obiettivi strategici e noi la logistica, via terra e via mare, da Firenze a Trieste.
Non abbiamo ancora fatto in tempo a trasformare Firenze in un obiettivo sensibile per tutti i Paesi aggrediti dagli USA via NATO che ecco che sul tavolo è subito spuntata anche l’idea di trasformare il porto di Trieste e il suo prestigioso status di Porto Franco nell’ennesimo centro logistico a disposizione dell’alleanza più guerrafondaia della storia dell’umanità; sfortunatamente per loro, però, la gente comune non è tutta a libro paga di Washington come quegli scappati di casa che si sono ritrovati a rappresentarla politicamente nelle istituzioni. Di fronte a questa nuova ondata colonizzatrice dell’alleanza atlantica, i cittadini liberi di tutta Italia si stanno organizzando per difendere la loro sovranità e la loro volontà di convivere pacificamente col resto del pianeta. Ne parliamo con un’icona dell’antimilitarismo italiano come Antonio Mazzeo, con Adam Bark del Fronte della Primavera Triestina (e tra i promotori della manifestazione contro il Sistema Guerra che si terrà a Trieste il 31 maggio) e con Fabio Gambone del comitato NO comando NATO né a Firenze né altrove.
















Già 2 o3 anni fa il comune di Livorno a rifatto la rotonda e il tratto di strada che unisce l Aurelia nel tratto di Camp Darby all autostrada. Inoltre dovrebbe anche ripristinare il canale che unisce il porto con il tombolo
Nella delibera è specificato che tutto ciò è fatto per agevolare il transito dei mezzi militari statunitensi
Quando ero giovane c erano i picchetti di fronte a Camp Derby
Già 2 o3 anni fa il comune di Livorno a rifatto la rotonda e il tratto di strada che unisce l Aurelia nel tratto di Camp Darby all autostrada. Inoltre dovrebbe anche ripristinare il canale che unisce il porto con il tombolo
Nella delibera è specificato che tutto ciò è fatto per agevolare il transito dei mezzi militari statunitensi
Quando ero giovane c erano i picchetti di fronte a Camp Derby