Il litigio che si è consumato venerdì allo Studio Ovale fra Zelensky e Trump potrebbe portare dritti alla divorzio tra Stati Uniti e alleati, ultima goccia che fa traboccare il vaso ormai colmo di un rapporto logorato; di conseguenza questi potrebbero essere gli ultimi giorni della NATO: a lanciare l’allarme è l’ammiraglio James Stavridis, ex comandante supremo della NATO in Europa dal 2009 al 2013. Al suo posto potrebbe sorgere un’organizzazione degli orfani dell’America che, come annunciato dal capo della diplomazia europea Kaja Kallas negli scorsi giorni, porterebbero adesso il fardello di faro del mondo libero, dopo che Washington avrebbe rinunciato a tale ruolo.
Il rapporto tra le due sponde dell’Atlantico è iniziato a diventare problematico dopo che Washington ha mostrato la volontà di ridimensionare il proprio ruolo di scudo della difesa europea: l’insistenza di Donald Trump affinché i leader europei aumentino i loro bilanci per le spese militari, sommata alla riapertura a Mosca, suscita preoccupazione tra i membri dell’alleanza. Secondo Stavridis ciò “avrà ripercussioni ben oltre l’Ucraina, in merito alla possibilità di fidarsi degli Stati Uniti come partner”. “Potremmo assistere alla fine della NATO e all’inizio di quella che potrebbe essere chiamata ETO, l’Organizzazione del Trattato Europeo”. Le sue parole arrivano proprio mentre i Paesi europei cercano di trovare una quadra sulla difesa comune, senza però il consenso unitario su quale debba essere: secondo Stavridis l’Europa potrebbe essere in grado di dotarsi di forze militari con una deterrenza tale da dissuadere la Russia da un eventuale attacco o confronto diretto sul campo di battaglia ucraino, poiché il complesso delle economie europee ha un PIL superiore rispetto a quello russo. Le economie europee, assieme, rappresentano il 22% del PIL mondiale, il secondo maggiore dopo quello degli Stati Uniti, al 25%; il PIL della Russia è inferiore al 4%. Quindi, fin dall’inizio, gli europei hanno una capacità economica 4-5 volte superiore dice l’ammiraglio alla CNN.
Secondo uno studio pubblicato a metà febbraio da Brugel e dal Kiel Institute for the World Economy, per sostenere una sovrastruttura militare sostitutiva alla NATO i Paesi europei dovrebbero aumentare complessivamente le spese per la difesa di oltre 250miliardi in più all’anno, dal 2 ad almeno il 3,5% del PIL per la Difesa. Ma il problema non è soltanto economico: attualmente, il numero complessivo delle forze armate dei Paesi europei assieme alla Gran Bretagna è di 1,7 milioni di unità, ma senza gli Stati Uniti la sua efficacia è indebolita dalla mancanza di un comando unificato. Pertanto, l’Europa si trova di fronte a una scelta: o aumentare significativamente il numero delle truppe di oltre 300.000 unità per compensare la natura frammentata degli eserciti nazionali, o trovare modi per migliorare rapidamente il coordinamento militare. Una NATO europea dovrà essere a guida anglo-francese, poiché Inghilterra e Francia hanno l’atomica, pur essendo dei nani militari rispetto alla Federazione russa: Paesi come la Germania accetteranno una ricomposizione tra Londra e Parigi con il protagonismo di un Paese che non solo è estraneo alla Ue, ma ha sfregiato Bruxelles con la Brexit? Secondo Brugel, la Germania dovrà avere un ruolo fondamentale: dovrà raccogliere almeno la metà del budget europeo necessario per il riarmo, aumentando le sue spese per la difesa da 80 a 140 miliardi l’anno, un aumento del 3.5%; ciò sosterrà lo sviluppo del comparto bellico industriale. Aziende come la Rheinmetall, da quando è iniziata la guerra in Ucraina, hanno decuplicato in tre anni il valore delle proprie azioni.
Non è detto però che il riarmo per il confronto con la Russia convenga alle famiglie e alle altre imprese che, in questi anni, hanno visto aumentare le bollette e, assieme ai costi dell’energia, il valore del carrello della spesa; in maniera del tutto autistica, i leader democratici hanno smesso di curarsi delle istanze dei loro popoli: anziché pensare ai beni comuni, pensano ad una comune difesa, addirittura una nuova NATO, mostrificando la Russia e servendoci dosi giornaliere di paura e minuti d’odio – con tanto dei cavalli dei cosacchi che si abbeverano in Vaticano – utilizzando una russofobia d’accatto che ben si è tramandata dai tempi del regime fascista: non sarebbe ora di licenziare la nostra classe dirigente che, dopo averci fatto perdere la guerra con la Russia, adesso vuole trascinarci in una distopia militarista? Tutti a casa!












ESTELA, forse non conosci bene la storia, quella vera, scritta su documenti appena desecretati dagli USA, dove si diceva che la Nato non si sarebbe avvicinata alla Russia di una solo metro in più rispetto a dove si trovava nel 2014. Ti mando questo link che un po’ chiarisce la situazione di allora e quella conseguente di adesso.
CHi ha invaso la Ucraina è stato la Russia. Putin come gran dittatore deve essere fermato, non può andare a prendersi terre che non appartengono alla Russia. È Putin che sta’ cercando le cause di una terza guerra mondiale. Purtroppo l’Ucraina da sola non si la può fare. Trump con la sua prepotenza vuole aiutare l’Ucraina ma, a quale costo ? Cosa vuole in cambio?