Due isole nell’Oceano Indiano meridionale, verso l’Antartide, Heard e McDonald, sono finite nel pacchetto dazi di Donald Trump: tariffe +10%.
Si tratta di due isole abitate da soli pinguini, ma che in realtà hanno attorno grandi bacini di pesca.
La misura ridicolizzata dai media e citata dal primo ministro australiano ha un che di concreto.
Altri territori a statuto speciale o isole sono finiti in questa lista, con misure punitive ben più dure di quelle degli Stati propriamente detti, ma perché un comportamento così stravagante?
Scopo delle misure di Trump non è solo quello di aggiustare la bilancia commerciale USA (sarebbe misura improba), quanto quella di fare cassa.
Vai a tassare ciò che hai e nel caso degli USA, quello che hanno sono importazioni.
Chiaramente, come nota tutta l’informazione mondiale, porre dazi all’UE, alla Cina o all’Australia implica una risposta… Ma lo stesso non vale per piccoli isolotti, territori semi-autonomi o a statuto speciale.
In altre parole, si fa cassa anche sugli spiccioli.
Questo forse non ci aiuta a ridicolizzare Trump per aver messo dazi sulle isole dei pinguini, ma ci fa capire più brutalmente la crisi che sta vivendo il capitalismo USA.










