Ma i giovani che protestano sono davvero odiatori dell’Occidente? Come già accaduto con le manifestazioni contro il genocidio palestinese, anche in questi giorni c’è chi, tra influencer politici e giornalisti di centrodestra e centrosinistra, sostiene che gli studenti scesi in piazza in tutta Europa contro il caro vita e i tagli al welfare stiano mentendo perché, in realtà, quello che gli interessa non sarebbe avere una casa, un lavoro e una vita dignitosa, ma distruggere la gloriosa civiltà occidentale, oggi minacciata come non mai da maranza, effeminati di ogni genere e tipo e, soprattutto, amici dei maomettani. Ora, a parte il fatto che se a questi fini analisti chiedi che cosa significhi davvero “Occidente” o “civiltà occidentale”, solitamente cominciano a balbettare, mettendo nello stesso calderone l’Europa e gli Stati Uniti, il cristianesimo e la pasta al pomodoro, Platone e i Big Mac, fino alle bombe nucleari americane, forse è arrivato il momento di ribaltare completamente questa retorica; inchiodare questa classe dirigente alle proprie responsabilità dopo trent’anni di declino europeo, rifiutare genocidi, guerre di aggressione e una guerra di classe combattuta dall’alto verso il basso è oggi l’unico modo per dimostrare di avere davvero a cuore l’Occidente e tentare di salvarlo da se stesso. Quando avremo finalmente levato dai posti di comando zerbini di potenze straniere, traditori, imperialisti e miliardari nichilisti di ogni genere e tipo, torneremo sicuramente a essere fieri del nostro Occidente, perché del vostro, francamente, non ci interessa più niente; e questo “vostro Occidente” è oggi perfettamente incarnato da un personaggio che se ne va in giro per il mondo a declamare la propria nostalgia per l’Occidente colonizzatore e genocida: si chiama Marco Rubio. Dopo il suo ultimo discorso a Monaco, nel quale aveva inneggiato all’unione tra le élite statunitensi ed europee nel nome dell’espansione del capitalismo globale attraverso una nuova stagione di colonizzazioni e guerre, il segretario di Stato americano è tornato a celebrare i bei vecchi tempi del dominio incontrastato dell’uomo bianco; questa volta ad Atene, dove, in occasione del sesto round del Dialogo strategico tra Stati Uniti e Grecia, ha tenuto un nuovo discorso sulla civiltà occidentale, un discorso nel quale, tra le altre cose, ha elogiato gli Stati Uniti di Trump come fulgido esempio di quella civiltà e ha invitato gli europei a riscoprire lo spirito di – udite, udite – Hernán Cortés, il conquistatore dell’impero azteco. Ma che cosa significa davvero l’Occidente di Marco Rubio? E che cosa c’entra con le mobilitazioni che stanno attraversando l’Europa in queste settimane? Ne parliamo con un ospite d’eccezione: Marco Carnelos, ex ambasciatore italiano in Iraq.









