Dall’Italia alla Spagna, fino alla Francia: il caro vita sta riportando pezzi diversi della società europea in piazza. In Italia si muovono soprattutto agricoltori e autotrasportatori, schiacciati dal caro-carburanti e da margini sempre più ridotti; in Spagna la miccia è la casa: sfratti, affitti fuori controllo e decine di migliaia di persone in piazza, ma con una frattura ancora evidente tra grandi città e territori rurali. In Francia, invece, succede qualcosa di diverso: studenti, insegnanti, pompieri e dipendenti pubblici iniziano a saldare vertenze diverse e trovano organizzazioni – dalla CGT alla France Insoumise – capaci di trasformare la rabbia sociale in conflitto politico. Ed è qui che una parte della nuova destra europea comincia a sbroccare: per anni, ha provato a monopolizzare il malcontento spostandolo su immigrazione, identità e guerra culturale; ma se la Francia dimostrasse che quella stessa rabbia può essere organizzata attorno a salari, servizi pubblici, redistribuzione e potere popolare, allora il problema non riguarderebbe più soltanto Parigi, perché una vittoria da qualche parte può diventare contagiosa.










