Giugno 2026, New York, Nasdaq: SpaceX entra in Borsa; il prezzo di collocamento è 150 dollari ad azione, quasi 2 mila miliardi di valutazione e, nel giro di poche ore, Elon Musk diventa il primo uomo al mondo con un patrimonio superiore ai mille miliardi di dollari. A guardare i conti, non ha nessun senso: nel 2025, SpaceX ha fatturato appena 18,7 miliardi e ne ha persi quasi 5; cos’hanno comprato, quindi, realmente gli investitori? Non un’azienda che macina utili, ma una promessa: quella di poter prendersi una fetta di rendita monopolistica su uno dei settori di punta del futuro, perché SpaceX non si limita a occupare una fetta enorme dello spazio commerciale; punta ad occupare l’accesso allo spazio per impedire che, nel futuro, possa emergere un competitor. Oggi lo fa con una quota di circa l’80% dei lanci commerciali globali e quasi 11 mila satelliti di sua proprietà, su un totale di meno di 16 mila (2 su 3); domani punta a farlo con oltre 100 mila satelliti: la chiamano orbital enclosure, l’enclosure ai tempi della guerra per il predominio spaziale, ed è la privatizzazione di fatto dello Spazio, in barba a tutti i trattati, per consegnarne il monopolio all’uomo più ricco di tutti i tempi, e uno dei più pericolosi.















Aderisco saluti Graziano