La guerra in Iran non ha sconvolto solo le nostre economie, ma anche quelle di molti altri Paesi del mondo alleati degli Stati Uniti, che stanno cominciando a farsi due domande: conviene davvero fidarsi di Washington e partecipare alla grande guerra fredda contro la Cina? Il caso dell’Indonesia è emblematico: negli ultimi anni, il presidente Prabowo Subianto ha teso la mano a Trump in tutti i modi, aderendo persino al Board of Peace e facendo parecchio arrabbiare quel 90% della popolazione che è di fede musulmana; ma il Paese si trova anche nel mezzo di una vera e propria crisi economica. La strategia di nazionalizzazione delle risorse e di utilizzo del nichel come arma di pressione nei confronti della Cina non ha funzionato: Pechino è diventata progressivamente meno dipendente dalle forniture indonesiane e, nel frattempo, la rupia perde valore e gli investitori fuggono. Ma non è solo l’Indonesia a dover rivedere le proprie politiche; Filippine, Giappone, Malaysia e Corea del Sud: la guerra in Iran ha provocato danni economici significativi per tutti gli storici alleati degli Stati Uniti nel Pacifico, e il sistema di alleanze costruito da Washington ha già cominciato a risentirne. Nelle Filippine, ad esempio, è successo l’impensabile: in piena crisi petrolifera, causata dal blocco di Hormuz, la Cina ha inviato un consistente carico di petrolio a Manila e, pochi giorni dopo, il presidente Marcos, considerato uno dei più fedeli alleati degli Stati Uniti nella regione, ha dichiarato che tutti i contenziosi con Pechino possono essere risolti. Insomma: per chi non lo avesse ancora capito, la strategia cinese del reagire senza forzare sta dando i suoi frutti. Pechino si sta presentando come il Paese della sicurezza, della razionalità e della stabilità in un’area che cerca disperatamente un proprio equilibrio; ciononostante, esistono ancora diversi dossier aperti che rendono difficile una piena fiducia di questi Paesi nei confronti della Cina. In primo luogo, le dispute territoriali e militari; vediamo insieme quali: do, quindi, la parola a uno dei massimi esperti italiani di politica dell’Indo-Pacifico, il giornalista, analista e autore di numerosi libri su questi temi Emanuele Giordana.











