Washington torna a stringere il cappio su Cuba: Trump lancia nuove sanzioni extraterritoriali contro l’isola, minacciando anche banche e aziende straniere che fanno affari con L’Avana; nel mirino c’è GAESA, il colosso economico legato ai militari cubani, trasformato dai media USA nel nuovo “nemico ufficiale”. Intanto, partono accuse contro Raúl Castro, visite della CIA, campagne mediatiche sui presunti droni russi e iraniani a Cuba e nuovi allarmi sicurezza su Guantánamo; si starebbe ripetendo il solito schema: strangolamento economico, costruzione del mostro mediatico e preparazione politica di una possibile escalation contro uno Stato considerato troppo vicino a Russia, Cina e Iran.











Raul forse non merita una accorata difesa in quanto parte dell’élite cubana che non credo abbia mai sofferto fame o disagi economici, ma il popolo cubano aggredito,dall’orco capitalista merita ben più della solidarietà parolaia. Forse ricambiare la generosita del popolo cubano che per decenni ha soccorso i popoli in difficolta puo sembrare pura retorica, ma se non ci opponiamo questa tragedia finirà in un altro genocidio. Una brutta pagina originata dall’incapacità dei paesi dell’America latina di affrancarsi dal mostro yankee . Il Che morì cercando di smuovere quel macigno,secolare.