video a cura di Davide Martinotti
Autoritarismo di mercato, capitalismo di Stato, capitalismo autoritario o capitalcomunismo (per i più fantasiosi)… Tutte etichette che cercano di spiegare lo stesso fenomeno: un Partito Comunista che governa un’economia dove il capitalismo è un attore fondamentale. Un paradosso descritto dai numeri: in Cina, oltre il 90% delle imprese registrate sono private, ma le imprese statali, pur essendo una minoranza numerica, continuano a rappresentare una quota molto significativa dell’economia, contribuendo a circa il 40% del PIL. Ma, oltre alle imprese statali, esiste un altro strumento che permette allo Stato non solo di regolare il mercato, ma di operare all’interno del mercato stesso, perché in Cina lo Stato agisce anche direttamente come investitore: ogni regione o municipalità ha la propria struttura dedicata all’allocazione del capitale statale, con il compito di individuare partecipazioni strategiche in imprese e settori chiave. Se guardiamo le prime dieci aziende private con più fatturato in Cina, quasi tutte hanno capitale statale al loro interno, con un incremento della partecipazione statale negli ultimi anni; uno degli ultimi casi in cui questo meccanismo ha dato risultati significativi è Zhang Xue Moto, una piccola startup cinese fondata nel 2024, ma che, in poco tempo, è diventato attore importante del panorama motociclistico internazionale arrivando a emergere anche nel campionato Mondiale Supersport. Nella storia dell’azione si fondono iniziativa privata e sostegno statale, ed è una storia tutto tranne che rara in Cina; ne parliamo in questo video!










