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Sindaci socialisti. Incidenti aerei. Summit cancellati. Forrest Trump comincia quasi a fare tenerezza

OttoParlante - La newsletter di Ottolina (6/11/25)

OttolinaTV by OttolinaTV
06/11/2025
in Americhe, Articoli, Russia, U.S.A.
1

Il Marru

L’organo ufficiale della sede italiana dell’internazionale trumpiana oggi dà il meglio di se.

Ma l’ultradestra non è l’unica a schiumare di rabbia per il trionfo di Mamdani: l’establishment liberale e globalista, che Mamdani ha letteralmente asfaltato in uno dei suoi centri nevralgici, è nel panico.

I democratici rischiano di trarre lezioni sbagliate da una buona giornata: a lanciare l’allarme è l’Economist, che teme che il populismo economico, che ha permesso a Mamdani di portare il doppio delle persone del solito a votare, cominci a fare gola agli altri democratici alla disperata ricerca di una narrativa che gli permetta di non tornare a lavorare. Vuoi mettere la cara vecchia corsa al voto moderato? “I governatori moderati”, sottolinea l’Economist, “offrono un modello migliore”: il riferimento è alla vittoria Dem in New Jersey e in Virginia, dove i candidati erano la vecchia minestra riscaldata del partito comitato d’affari delle oligarchie. I più fetenti, comunque, rimangono i serrapiattisti come la Repubblichina: cavalcano la vittoria di un candidato, che dice l’esatto contrario di quanto portato avanti dalla loro linea editoriale, al solo scopo di rilanciare l’idea del campo larghissimo, all’interno del quale le posizioni alla Mamdani diventerebbero il solito specchietto per le allodole, esattamente come la Rifondazione di Bertinotti ai tempi dei governi ferocemente antipopolari di Prodi & co.

 

La vittoria di Mamdani non è stata l’unica cosa da festeggiare ieri: se la contendeva con la morte di Dick Cheney, uno dei più spregiudicati criminali di guerra degli ultimi decenni; ne parla qui Al Jazeera e qui Guancha, ma, soprattutto, qui Seymour Hersh.

Come Dick Cheney mi ha reso un reporter migliore, titola a presa di culo: “Le bugie e gli abusi della Costituzione del defunto vicepresidente hanno spinto le persone a lui vicine a dire la verità”. Oddio, la verità: il celebre debunker da cortile di Mentana, David Puente, su questo avrebbe qualcosa da ridire.

 

Nel frattempo, cattive notizie per Forrest Trump dall’America Latina.

Per la prima volta, riporta CNN America Latina, il Summit delle Americhe viene rinviato a causa di profondi disaccordi: “Le tensioni diplomatiche che attraversano la regione, segnate dal dispiegamento militare statunitense che sta mettendo sotto pressione il Venezuela, si sono riflesse nella decisione della Repubblica Dominicana di rinviare il Summit delle Americhe, che si sarebbe dovuto tenere a dicembre nel Paese caraibico. Sebbene il vertice non abbia un calendario definito, questa è la prima volta che viene rinviato a causa del contesto politico, un segno sintomatico delle divisioni nella regione”. La decisione, a quanto pare e a quanto affermato dallo stesso Marco Rubio, è stata presa di comune accordo con l’amministrazione USA; ciononostante, dimostra ancora una volta che il ritorno alla Dottrina Monroe potrebbe rivelarsi più facile da dire che da fare: un’analisi che vale la pena leggere la trovate qui.

 

Anche dal fronte della guerra tecnologica arrivano brutte avvisaglie.

Il celebre CEO della più grande azienda del pianeta, “afferma che la Cina vincerà la gara dell’intelligenza artificiale con gli Stati Uniti”.

 

E, come se non bastasse…

Gli Stati Uniti ridurranno il traffico aereo del 10% in 40 aeroporti a causa dello shutdown. Martedì scorso, a Louisville, un aereo cargo diretto a Honolulu, dopo essersi sollevato brevemente da terra e aver raggiunto un’altitudine di circa 60 metri, ha iniziato a scendere fino a schiantarsi al suolo: sono morte 9 persone e altre 50 mila sono state evacuate.

 

 

Ale

Putin avverte l’America: 

Durante il Consiglio di sicurezza, il presidente russo ha dichiarato ai propri Generali: “Se Stati Uniti o altri Paesi firmatari del trattato iniziano a condurre test sulle armi nucleari, anche la Russia dovrebbe adottare misure di risposta appropriate e proporzionate”, anche se ha poi aggiunto: “La Russia ha sempre rispettato rigorosamente e continua a rispettare gli obblighi previsti dal Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari e non abbiamo intenzione di discostarci da questi impegni”. Tutto è cominciato lo scorso giovedì, quando Donald Trump, prima di incontrare Xi Jinping per il tanto atteso vertice di Seul, se ne è uscito su Truth con questo post: ”Dato che altri Paesi hanno in programma test nucleari, ho dato istruzioni al Dipartimento di Guerra di riprendere la sperimentazione delle nostre Armi Nucleari su una base paritaria. Il processo comincerà immediatamente”. Il problema è che non è affatto chiaro cosa intenda Trump con test nucleari: su Fox News, il segretario all’Energia Chris Wright si affanna a rassicurare che ”saranno esplosioni non nucleari” grazie a ”sofisticati sistemi” per sostituire le vecchie armi nucleari con altre (nucleari) ancora migliori; ma appena la sera prima, sul leggendario 60 Minutes di CBS, Trump aveva raddoppiato: ”Loro (Russia, Cina, Corea del Nord) sperimentano, noi no. Dobbiamo sperimentare”. Quindi l’ambiguità rimane: di qui tutta la preoccupazione della Russia e la preparazione ad eventuali test con detonazione nucleare. 
In ogni caso, passare dalle parole ai fatti è tutto fuorché semplice: in questo articolo di TWZ si analizzano i tempi effettivi e tutta la preparazione necessaria per disporre e implementare un test con detonazione nucleare; per la Federazione russa, si parla di non meno di 12 mesi.

In questo articolo di Guancha, invece, si discute della reazione a catena che una ripresa di test nucleari Usa comporterebbe: non solo la Russia, ma probabilmente tutti i Paesi nucleari riprenderebbero i test; in primis la Corea del Nord, ma anche Pakistan, India e, probabilmente, anche la Cina, che ha testato l’ultima nel 1996. 

Tags: dick cheneydisastro aereodonald trumpguerra tecnologicala newsletter di ottolinamarco rubioottoparlanteseymour hershsummit delle americhetest nucleariVladimir Putinzohran mamdani
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Comments 1

  1. Maria Rosa Pellegrini says:
    11 mesi ago

    Stati Uniti sono gangster predatori

    Rispondi

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