Saluti a tutti/e, era da un bel po’ che non capitavo più qui! Mi permetto di rilanciare un piccolo dibattito da altra fonte…
A proposito dell’impegno sull’aumento delle spese militari al 5% nel prossimo decennio assunto dai paesi NATO (anche se non ho capito se esso sia effettivamente nero su bianco in maniera dettagliata): leggevo un articolo del Post https://www.ilpost.it/2025/06/25/nato-5-per-cento-meloni-schlein-spese-militari/ in cui, fra l’altro, si notava che il 5 per cento sarebbe diviso tra un 3,5 effettivamente per la difesa e un 1,5 di spese per la sicurezza in cui si potrebbero includere:
“dalle infrastrutture utilizzabili anche dai mezzi militari (strade, ponti, ferrovie), agli investimenti in sicurezza informatica, dall’installazione di cavi sottomarini per il passaggio di energia, gas o dati, fino alla gestione dell’immigrazione, alla protezione civile e al rinnovo dei sistemi di riconoscimento facciale per i controlli negli aeroporti, solo per fare alcuni esempi”.
Ma soprattutto mi ha incuriosito un commento “geniale” in cui il signor Zeno nota: “Non si potrebbero creare nuovi ospedali militari con medici e infermieri militari che in periodo di pace curano i civili? Stessa cosa per le scuole, le università e i centri di ricerca, si dice che servono per la difesa, metti una mimetica ai ricercatori che ci lavorano, come si fa per l’atletica, e risolviamo parte dei problemi”. Le critiche al di sotto non vanno oltre le solite affermazioni guerrafondaie e il “siamo italiani, ma questo sarebbe troppo…”.
Una strategia di questo tipo non sarebbe del tutto priva di senso, almeno se “noi” (o qualcuno con idee “populiste” ma con un minimo di preparazione) fossimo al governo e volessimo evitare scontri frontali con la NATO. Sarebbe una situazione simile alla Germania, in cui il riarmo può essere accettato dalla cittadinanza grazie al parallelo sblocco di fondi per le infrastrutture ecc., ma con ancora maggiore utilità pubblica e minor contributo effettivo al riarmo. E se la contabilità NATO, come nota il resto dell’articolo, è abbastanza permissiva da poter inserire nella spesa per la difesa pure le pensioni dei militari, teoricamente la manovra sarebbe possibile (come in altro contesto è stato possibile il superbonus).










