La guerra dei dazi continua: Trump è pronto ad una nuova massiccia ondata di tariffe dal 2 aprile. Giappone, Corea del sud e Cina si uniscono contro gli USA e tutte le borse mondiali viaggiano in rosso: un vero e proprio terremoto finanziario è quello che sta colpendo l’economia mondiale come conseguenza delle nuove politiche doganali statunitensi. L’amministrazione Trump sta infatti lavorando per definire che tipo di dazi imporre il 2 aprile, ribattezzato dal presidente il giorno della liberazione; secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il dibattito alla Casa Bianca è se imporre tariffe personalizzate per i partner commerciali degli Stati Uniti o optare per dazi universali del 20% che colpirebbero tutti i Paesi che hanno scambi commerciali con gli Usa. Il presidente sarebbe propenso per le tariffe reciproche e avrebbe chiesto ai suoi collaboratori un “numero chiaro” per ogni Paese, ma finora nulla è stato deciso. Trump ha indicato di volere una politica commerciale “semplice”.
Nei giorni scorsi, invece, il segretario al Tesoro Scott Bessent aveva paventato l’ipotesi che le tariffe avrebbero colpito solo i cosiddetti dirty 15, le 15 nazioni con i maggiori squilibri commerciali con gli Stati Uniti, ma Trump sembra aver scartato questa ipotesi. In risposta, Cina, Giappone e Corea del sud hanno annunciato di voler rafforzare la loro cooperazione per offrire un ambiente prevedibile alle imprese e accelerare i negoziati in vista di un accordo di libero scambio; le trattative sono già in stadio avanzato. Le economie delle tre potenze asiatiche restano fortemente dipendenti dalle proprie esportazioni e quindi ciascuna è penalizzata, in misura diversa, dalle politiche del presidente americano Donald Trump. I ministri dei tre Paesi responsabili dell’industria e del commercio si sono incontrati in un vertice a tre, convocato con urgenza: è il primo di questo tipo dal 2020; resta invece da capire che tipo di risposta hanno in mente i Paesi e le istituzioni europee.
Male la borsa di Tokyo, che ha registrato un -4%, ai minimi da settembre, così come quelle europee, che stamattina hanno aperto in ribasso; un negativo che riguarda tutte le principali borse mondiali, compreso il NASDAQ, mentre l’oro inizia la settimana all’insegna dei rialzi, proseguendo sulla via imboccata nelle precedenti sedute e volando a nuovi record, per la prima volta sopra 3.100 dollari l’oncia.













