“Se serve che lasci questa sedia, sono pronto a farlo e posso anche scambiare la mia posizione con l’adesione dell’Ucraina alla NATO” ha detto domenica sera al Forum Ucraina anno 2025 e ha aggiunto di essere “felice di rinunciare alla presidenza per la pace dell’Ucraina”: queste parole arrivano al culmine di un attacco a più voci partito dalla Casa Bianca dopo che il presidente USA Donald Trump ha messo in questione la legittimità di Zelensky, definendolo dittatore senza elezioni e prospettando il voto come condizione per far sedere l’Ucraina al tavolo dei negoziati. Durissimo Elon Musk che, in una raffica di post su X, ha preso di mira il presidente ucraino accusandolo di temere nuove elezioni, di aver abolito la libertà di stampa in Ucraina e persino di aver ucciso il giornalista statunitense Gonzalo Lira, arrestato in Ucraina (dove risiedeva) per le sue posizioni sulla guerra e morto in carcere all’inizio del 2024. “Non conosco questa persona e non l’ho mai conosciuta. Non so se fa parte dei servizi segreti o se ha qualche collegamento con la Russia” ha risposto Zelensky. Alla base del feroce scontro con Washington c’è il rifiuto di firmare l’accordo di cooperazione con gli Stati Uniti presentato dal capo del tesoro americano Bessent durante la sua prima visita a Kiev. Trump chiede 500 miliardi all’Ucraina come compensazione per il sostegno statunitense: “Dieci generazioni di ucraini pagheranno per questo accordo. Io non lo firmerò ” ha aggiunto Zelensky.
L’inviato speciale nominato da Trump Steve Witkoff, invece, ha garantito domenica sera alla CNN che Zelensky firmerà l’accordo entro la fine della settimana. Non esita più ha detto ai giornalisti, e sulla guerra in Ucraina ha affermato che non avrebbe dovuto accadere e che è stata provocata: “Ciò non significa necessariamente che siano stati i russi a provocarla” ha detto con riferimento agli annunci dell’ex presidente Biden sull’adesione dell’Ucraina nella NATO. La postura nei confronti di Kiev segna la distanza siderale tra Washington e gli alleati europei, che oggi hanno approvato il 16esimo pacchetto di sanzioni anti-russe che comprende restrizioni alla fornitura di software, attrezzature e tecnologie per la produzione di petrolio e gas alla Russia, la disconnessione di 13 banche russe al sistema di pagamento SWIFT e il divieto di trasmettere in Europa a otto organi di informazione russi. Da Kiev, dove si trova oggi per commemorare il terzo anniversario dell’inizio della guerra con la Russia, Ursula von der Leyen ha annunciato che l’ Ue accelererà l’invio di armi e munizioni e aumenterà le sanzioni punitive, ribadendo che l’Ucraina è Europa.
Intanto in Francia questa mattina è avvenuta un’esplosione nei pressi del consolato russo a Marsiglia: secondo la stampa francese sarebbero state lanciate due molotov contro l’edificio; inoltre sarebbe stata trovata un’auto rubata. Mosca parla di attentato terroristico: in tal caso, sarebbe il secondo attentato con l’utilizzo di esplosivi in territorio europeo nel giro di pochi giorni riconducibile ad una matrice anti-russa, dopo l’esplosione della nave cisterna Seajewel al largo di Savona.
















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