Trump ha annunciato un’iniezione di liquidità senza precedenti in caso di vittoria alle elezioni di midterm dei Repubblicani; d’altronde, dichiara, l’economia USA non è mai andata così bene: è arrivata l’ora di socializzare i dividendi. Strano… L’economia USA va così bene che, nel 2025, si è registrato un deficit del 5,9%; per il 2026, le stime parlano addirittura del 6,4. La promessa di Trump aggiungerebbe un altro 4%, proprio mentre Bessent moltiplica le acrobazie per provare a tenere il rendimento dei titoli di Stato sotto controllo (senza successo): quando ieri ha annunciato un altro aumento degli acquisti di titoli da parte del Tesoro, i rendimenti, invece che diminuire, sono aumentati ancora. Nel frattempo, sempre Bessent ha messo in campo misure straordinarie per provare a salvare lo yen senza che la Banca Centrale del Giappone sia costretta a vendere titoli di Stato USA, ma non è andata proprio benissimo: ad agosto, le nuove vendite hanno raggiunto la cifra record di quasi 90 miliardi. Risultato? Siamo a quota 4,85% sui decennali; secondo il Financial Times, superata quota 5%, l’esplosione della bolla dell’AI sarà inevitabile – e, forse, ormai anche ritirarsi dall’Iran e accettare la più grave sconfitta strategica di sempre potrebbe non essere più sufficiente. E’ in questo contesto che sabato a Delhi prenderà il via il 18esimo vertice BRICS dove il quesito, con ogni probabilità, non sarà più semplicemente cosa fare per mettere fine a quasi un secolo di dittatura del dollaro, ma come farlo senza causare una crisi generalizzata di proporzioni mai viste in grado di trascinare nel baratro l’intera economia globale.









