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Stoltenberg cambia a caso le leggi e salva la bolla speculativa USA con i soldi del petrolio norvegese

OttoParlante - La newsletter di Ottolina (5/11/25)

OttolinaTV by OttolinaTV
05/11/2025
in Articoli, Economia, Europa, U.S.A.
2

Il Marru

Oooh, finalmente! Era da un po’ che non sentivamo di nuove nefandezze da parte di Stoltenberg; eravamo in pensiero.

In pratica, il potentissimo fondo sovrano norvegeseΒ che Stoltenberg Γ¨ stato chiamato a dirigere dopo aver dimostrato tutta la sua fedeltΓ  all’imperialismo USA da segretario generale della NATO, avrebbe delle regole etiche che gli dovrebbero impedire di mettere soldi nei business criminali piΓΉ plateali e sfacciati; ad esempio, favorire lo sterminio incondizionato di un intero popolo – che Γ¨ proprio il caso di Amazon, Microsoft e Alphabet e del ruolo che hanno ricoperto e continuano a ricoprire nel genocidio di Gaza. Stando alle regole, il fondo avrebbe dovuto vendere le azioni dei magnifici 7, i 7 colossi tecnologici USA; un problema non da poco: il fondo norvegese ha un tesoretto da oltre 2 mila miliardi di dollari, e il 15% del capitale azionario Γ¨ investito nei magnifici 7. E’ il modo col quale la Norvegia sostiene attivamente l’imperialismo USA, una montagna di quattrini che, potenzialmente, sarebbero in grado di causare un terremoto di dimensioni bibliche sui mercati azionari USA e forse, addirittura, lo scoppio della bolla; e, allora, cosa s’è inventato il compagno Stoltenberg? Semplice: col sostegno dei partiti conservatori e reazionari norvegesi, ha cambiato le regole del gioco. SΓ¬, ok: le magnifiche 7 hanno violato i principi etici del fondo, ma l’esposizione nei loro confronti Γ¨ troppo grande, e vendere significherebbe mettere a rischio le pensioni e il welfare dei norvegesi; e, quindi, facciamo finta di niente. β€œSignifica che se sei un’azienda abbastanza grande, puoi fare quello che vuoiβ€œ, ha dichiarato al FT Arild Hermstad, leader dei Verdi. E non Γ¨ tutto: fino ad oggi infatti β€œAziende come Boeing, Airbus, BAE Systems e Lockheed Martin sono state escluse perchΓ© producono componenti per armi nucleari”; altri tempi… Ieri Stoltenberg ha β€œaffermato che la prossima revisione delle linee guida etiche del fondo valuterΓ  anche la possibilitΓ  di investire in piΓΉ aziende del settore della difesa”. In soldoni, siamo passati dall’era dei doppi standard all’era del Marchese del Grillo, dove il primo burattino di Washington che passa stravolge ogni regola in nome del famoso perchΓ© io so’ io, e voi nun siete un cazzo.

 

Nel frattempo, sempre il Financial Times torna a porsi la domanda delle domande:

L’aumento della spesa per la difesa, darΓ  sul serio nuovo impulso all’economia europea? L’articolo ricostruisce gli ultimi 30 anni di storia di Barrow-in-Furness, la piovosa cittadina sulla costa della Cumbria, in Inghilterra, famosa per la sua industria dei sottomarini, che perΓ², dagli anni β€˜90 ad oggi, Γ¨ passata da impiegare 16 mila persone a poco piΓΉ di 4 mila; un declino che ha trasformato Barrow in uno dei luoghi piΓΉ poveri dell’intera Inghilterra. Fino ad oggi: β€œDopo una pausa di trent’anni” infatti, sottolinea l’articolo, β€œi sottomarini sono tornati al centro dei piani della Royal Navy, in un contesto di nuova attenzione alla Russia e al Mare del Nord”; β€œNei prossimi 15-20 anni, i cantieri di Barrow, di proprietΓ  della BAE Systems, appaltatrice della Difesa quotata in borsa FTSE 100, sono destinati a completare quattro sottomarini Dreadnought, seguiti da un massimo di 12 sottomarini d’attacco di classe Aukus, progettati per pattugliare le rotte di navigazione dell’Atlantico settentrionale a partire dalla fine degli anni 2030”. Ma in generale, sottolinea ancora l’articolo, β€œMolti economisti sono scettici sulla possibilitΓ  che la corsa al riarmo possa rappresentare una vera svolta”: l’aumento della spesa potrebbe fornire β€œun impulso al PIL a breve termine” che, perΓ², potrebbe essere inferiore a quello che si otterrebbe β€œse i fondi fossero spesi in altri settori” e che, soprattutto, potrebbe esaurirsi molto rapidamente, soprattutto se (come probabile) non fosse in grado di β€œricostruire competenze e infrastrutture e a stimolare le esportazioni”. PerchΓ© la spesa in Difesa si traduca in benessere diffuso, inoltre, dovrebbe β€œstimolare l’innovazione da parte delle aziende piΓΉ piccole per incrementare la produttivitΓ  in tutta l’economia, anzichΓ© limitarsi ad aumentare i profitti delle grandi multinazionali che producono prodotti costosi come carri armati e missili”; β€œUna sfida enorme”, sottolinea il FT: “Le ambizioni di crescita della difesa europea potrebbero dover fare i conti con la realtΓ ”, afferma Louis Knight di Third Bridge, una societΓ  di ricerca azionaria, il quale avverte che il continente ha una “base industriale impoverita e gravemente mal equipaggiata per l’attuale aumento della domanda”.

 

Nel frattempo, Bitcoin perde oltre il 7% in un solo giornoΒ e scende temporaneamente sotto i 100 mila dollari per la prima volta da giugno; e β€œse il crollo di ottobre Γ¨ stato causato da vendite forzate, l’attuale calo potrebbe riflettere qualcosa di piΓΉ serio: l’erosione delle convinzioni. I possessori di Bitcoin di lunga data hanno venduto circa 400.000 Bitcoin nell’ultimo mese, un esodo di circa 45 miliardi di dollari che ha lasciato il mercato sbilanciato”. Ciononostante, riporta il Financial Times, β€œIl piano della Banca centrale europea di lanciare un euro digitale entro il 2029 ha incontrato una forte opposizione da parte dei legislatori dell’Ue e del settore bancario europeo”: β€œIn vista di un’importante audizione parlamentare europea sul progetto, prevista per mercoledΓ¬, 14 istituti di credito, tra cui Deutsche Bank, BNP Paribas e ING, hanno avvertito che l’euro digitale potrebbe indebolire i sistemi di pagamento del settore privato. Le 14 banche si sono unite per creare un concorrente privato per le societΓ  di pagamento statunitensi come Mastercard, Visa e PayPal. Il servizio, Wero, Γ¨ stato lanciato lo scorso anno”.

E, last but not least: β€œTrainato dalle perdite nel settore tecnologico, il Nikkei 225 crolla del 4,1%”.

 

 

Ale

 

Zohran Mamdani Γ¨ il nuovo sindaco di New York: mussulmano, 34 anni, bravissimo con i social, Mamdani ha lavorato a lungo nel sociale aiutando i poveri di New York – spesso afroamericani e latini – a non perdere le loro case; nel 2016 Γ¨ entrato in politica con i socialisti democratici e ha poi costruito il suo successo elettorale promettendo di abbassare il costo della vita a New York con misure come congelamento degli affitti, supermarket comunali, asili e mezzi pubblici gratuiti e salario minimo a 30 dollari all’ora entro il 2030. E criticando Israele per la colonizzazione della Palestina – beccandosi, naturalmente, accuse di antisemitismo. β€œRispondiamo all’oligarchia e all’autoritarismo con la forza che temonoβ€œ, ha proseguito nelle dichiarazioni rilanciate dalla Cnn; β€œSe c’è un modo per terrorizzare un despota Γ¨ smantellare le condizioni che gli hanno consentito di accumulare potereβ€œ ha detto nel suo discorso della vittoria questa notte. Trump e Musk gli avevano dichiarato guerra dandogli del comunista, tanto che Donald aveva promesso di tagliare i finanziamenti federali a NY qualora avesse vinto Mamdani, e questa notte ha scritto questo enigmatico post per commentare la sua vittoria:Β 

Mamdani ha vinto con il 50 per cento dei voti, ma analizzando chi lo ha votato si scoprono cose interessanti: in primis che si Γ¨ trattato di un voto trasversale a tutte le classi sociali; per quanto il quadro sia abbastanza chiaro, i super-ricchi e i detentori di scarso capitale culturale (sia con medio capitale economico – bottegai -, sia con basso reddito) hanno votato Cuomo, mentre i detentori di alto capitale culturale con scarso capitale economico, ma reddito sia medio-alto, sia medio-basso, hanno votato Mamdani. In ogni caso la domanda che ci stiamo facendo tutti Γ¨ questa: quante speranze dobbiamo riversare sulla sua figura? È solo il volto friendly dell’ultra-imperialista e capitalista Partito Democratico o potrΓ  davvero portare la β€œsinistra” americana su posizioni diverse? E, ancora, la domanda che dovrebbe interessarci di piΓΉ a noi, provincie dell’Impero: in prospettiva, il successo di un Mamdani rallenta o accelera il declino dell’imperialismo USA? Ne parliamo con Alessandro Volpi e Marco D’Eramo alle 13:30.

Tags: bitcoinbollabolla finanziariagran bretagnajens stoltembergla newsletter di ottolinamagnifici 7norvegiaottoparlanteriarmosindaco di new yorkzohran mamdani
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Profilo di New York con cielo a stelle e strisce. Zohran Mamdani in primo piano

Mamdani: il β€œsocialista” β€œantisemita” che ha conquistato New York cambierΓ  anche l’imperialismo USA?

Comments 2

  1. CARLO CAVALLETTI says:
    9 mesi ago

    Non Γ¨ tutto oro quello che luccica …. “Voglio essere chiaro su dove mi trovo. Credo che sia Nicolas Maduro che Miguel DΓ­az-Canel siano dittatori. Le loro amministrazioni hanno soffocato elezioni libere ed eque, imprigionato gli oppositori politici e soppresso la stampa libera e leale. Eppure, la lunga storia di politiche punitive del nostro governo federale nei confronti di entrambi i paesi, comprese le uccisioni extragiudiziali di venezuelani e la continuazione di un blocco decennale di Cuba, hanno solo peggiorato queste condizioni. Il socialismo democratico riguarda la dignitΓ , la giustizia e la responsabilitΓ . E soprattutto, si tratta di costruire una democrazia che funzioni per i lavoratori, non una che li depreda”. Fonte: https://www.latintimes.com/mamdani-breaks-silence-about-maduro-cuban-president-diaz-canel-how-jorge-ramos-daughter-paola-589809

    Rispondi
  2. CARLO CAVALLETTI says:
    9 mesi ago

    Non Γ¨ tutto oro quello che luccica …. “Voglio essere chiaro su dove mi trovo. Credo che sia Nicolas Maduro che Miguel DΓ­az-Canel siano dittatori. Le loro amministrazioni hanno soffocato elezioni libere ed eque, imprigionato gli oppositori politici e soppresso la stampa libera e leale. Eppure, la lunga storia di politiche punitive del nostro governo federale nei confronti di entrambi i paesi, comprese le uccisioni extragiudiziali di venezuelani e la continuazione di un blocco decennale di Cuba, hanno solo peggiorato queste condizioni. Il socialismo democratico riguarda la dignitΓ , la giustizia e la responsabilitΓ . E soprattutto, si tratta di costruire una democrazia che funzioni per i lavoratori, non una che li depreda”. Fonte: https://www.latintimes.com/mamdani-breaks-silence-about-maduro-cuban-president-diaz-canel-how-jorge-ramos-daughter-paola-589809

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