L’amicizia senza limiti tra gli sconfitti della guerra NATO-Russia si fa sempre più salda e tanto il regime Kiev quanto le istituzioni europee si stanno a tutti gli effetti preparando ad una nuova futura offensiva allo scopo far dimenticare la storica umiliazione subita. E mentre Bruxelles (dopo aver “a lungo pianto Papa Francesco”) si prepara al diciassettesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia come se nulla fosse successo in questi 3 anni, ieri uomini del complesso militare-industriale ucraino ed europeo si sono incontrati per la seconda volta “per progettare una stretta integrazione delle rispettive industrie della difesa”, ha dichiarato il commissario europeo alla difesa Kublius. Ma non solo: mentre le nostre élite sembrano non sapere che i servizi sociali di buona parte del vecchio continente cadono letteralmente a pezzi, sanno invece benissimo che oggi non può esistere economia di guerra senza una finanza di guerra e così, nei piani di difesa continentale, un nuovo spazio è destinato alle banche e agli strumenti di investimento, con un ruolo fondamentale assegnato alla Banca europea degli investimenti (Bei) che, dal 2025, avrà per statuto mano libera di finanziare tutto ciò che riguarda il riarmo e la militarizzazione dell’Europa. Si stanno davvero preparando alla prossima guerra?















