
di Alessandra Caraffa
La Casa Bianca sta sfruttando i dazi per piazzare Starlink nei Paesi del Sud Globale. Secondo unβindagine del Washington Post, il Segretario di Stato Marco Rubio sta chiedendo ai funzionari di βspingere per ottenere le approvazioni normative per l’azienda satellitare di Muskβ. CosΓ¬, appena 15 giorni dopo lβannuncio dei dazi di Trump, i rappresentanti di Starlink si sono guadagnati un incontro con lβautoritΓ di regolamentazione delle comunicazioni del Lesotho, un Paese dellβAfrica meridionale in cui il 40% della popolazione vive con meno di 2 dollari al giorno. Secondo il Washington Post, il Paese ha concesso a Starlink la prima licenza di servizio internet via satellite della nazione. Il contratto avrΓ una durata di 10 anni. E il Lesotho non Γ¨ lβunico Paese che ha mostrato apertura nei confronti del servizio di Musk nel tentativo di sfuggire ai dazi imposti da Trump: negli ultimi due mesi, Starlink βha firmato accordi di collaborazione con due fornitori in India e ha ottenuto sistemazioni almeno parziali con Somalia, Repubblica Democratica del Congo, Bangladesh, Pakistan e Vietnamβ. Secondo il WP, sono almeno due i Paesi che hanno esplicitamente discusso la possibilitΓ di adottare Starlink per sfuggire alle tariffe statunitensi. E se ne parla anche in Cambogia: dopo lβannuncio di dazi al 49%, la Camera di Commercio Americana (AmCham) ha sollecitato βun’azione decisa nell’offrire concessioni agli Stati Unitiβ che include, tra i primi punti, la rapida approvazione della richiesta di ingresso nel mercato di Starlink.
Ufficialmente, lβattenzione del governo degli Stati Uniti per la diffusione capillare di Starlink Γ¨ giustificata dal fatto che βogni americano patriottico dovrebbe voler vedere il successo di un’azienda americana sulla scena globaleβ, specialmente nel momento in cui i pericolosi competitor cinesi si affacciano sulla stessa scena. GiΓ lβamministrazione Biden stava spingendo le ambasciate ad adottare Starlink e altri servizi Internet via satellite. Addirittura pare che Blinken abbia firmato di suo pugno unβinformativa in cui si tessevano le lodi dei servizi satellitari in orbita bassa. La nuova amministrazione sembra ancora piΓΉ decisa: dallβannuncio dei dazi, Rubio ha giΓ firmato due cablogrammi in cui si parla esplicitamente di Starlink, nei quali si sostiene che βil patrocinio del governo degli Stati Uniti Γ¨ essenziale per mantenere ed estendere il loro vantaggio globale βfirst-moverββ. CioΓ¨, spacciare Starlink a chiunque Γ¨ necessario per mantenere il vantaggio competitivo nelle comunicazioni satellitari in orbita bassa e mantenere il dominio di queste orbite, che oggi Γ¨ ben saldo nelle mani di Elon Musk. Negli stessi giorni in cui si concretizzava lβaccordo con il Lesotho, il capo della Commissione federale per le comunicazioni Brendan Carr ha chiamato in causa anche lβUnione Europea, che nel frattempo sta progettando una sua costellazione di satelliti, affermando che βl’Europa si trova un po’ a metΓ strada tra gli Stati Uniti e la Cina, ed Γ¨ arrivato il momento di scegliereβ.
Starlink deve saturare il mercato globale, costi quel che costi. Un programma, quello USA, che coinvolge direttamente il Dipartimento della Difesa. I servizi satellitari infatti non sono un prodotto qualunque. Non a caso la US Space Force, il ramo delle forze armate USA di stanza nello spazio, dispone di un ufficio appositamente dedicato alle Comunicazioni Satellitari Commerciali, che nel 2023 ha lanciato un programma da 900 milioni di dollari per assicurare al Dipartimento della Difesa l’accesso a servizi di comunicazione satellitare a bassa latenza da parte di diversi fornitori commerciali. La Difesa USA, in sostanza, ha giΓ dei contratti in abbonamento per sfruttare i servizi di satelliti commerciali in orbita bassa. Tra i fornitori ci sono, tra gli altri, SpaceX, OneWeb e Intelsat. Tra i servizi che possono rientrare nel progetto, βla banda larga ad alta velocitΓ , l’imaging radar, la consapevolezza del dominio spaziale e il posizionamento, la navigazione e la temporizzazione alternativiβ. Come spiegΓ² allora Ray Lindenmayer, direttore dello sviluppo di Intelsat, lβEsercito degli Stati Uniti vuole un accesso continuo ai satelliti su varie orbite, in modo che se una rete si guasta, le altre subentrino immediatamente. Starlink, nello specifico, fornisce anche servizi di comunicazione per la costellazione militare Starshield, sempre di SpaceX. Il confine tra uso civile e militare, l’abbiamo visto in Ucraina, Γ¨ molto labile: lβaccelerazione USA su Starlink Γ¨ ufficialmente motivata dalla necessitΓ di riempire le orbite basse prima della Cina. Ma questa necessitΓ , Γ¨ sempre piΓΉ chiaro, ha ben poco a che fare col portare internet nelle aree rurali del mondo.















