
Da che mondo è mondo, esiste una regola universale talmente palese che nessuno ha mai nemmeno sentito il bisogno di metterla per iscritto: se una classe dirigente porta un paese in guerra contro la volontà del suo popolo e, poi la perde, deve andare a casa. Non è questione di vendetta; è una questione di igiene pubblica: le guerre, infatti, richiedono sacrifici straordinari.
Agli altri, però; per chi sta nella stanza dei bottoni, partecipare a una guerra, di per sé, è una scelta indolore. Anzi, può portare numerosi vantaggi: una carriera straordinaria, un angolino nei libri di storia e anche incredibili occasioni di arricchimento personale. Garantire che se quella scommessa si rivela sbagliata il prezzo da pagare diviene stratosferico è l’unico deterrente che abbiamo per far sì che scelte del genere non vengano prese a cuor leggero. Chi riempie le aule delle istituzioni e le pagine dei giornali di appelli alla “armiamoci e partite” deve sapere che se ha fatto male i calcoli, sarà automaticamente espulso da ogni forma di vita pubblica.
E negli ultimi 80 anni mai nessuna classe dirigente aveva fatto calcoli più sballati della nostra, senza nessuna distinzione tra le due fazioni del Partito Unico della Guerra e degli Affari. Il piano di riarmo europeo deciso da Ursula von der Leyen per 800 miliardi di euro, che sospende il Patto di Stabilità per le spese in cannoni e munizioni dopo che ci hanno detto per vent’anni che non c’erano soldi per sanità, scuole e salari, è la dimostrazione più evidente che questa politica non ha più alcuna legittimità culturale, politica, democratica.
La sconfitta della linea iper-bellicista è stata così traumatica da scatenare una vera e propria guerra civile tra diverse fazioni delle oligarchie occidentali: i sacerdoti dei vincoli esterni e del pilota automatico si strappano le vesti; giornalisti, intellettuali, editorialisti che, per tre anni, hanno sostenuto la più dannosa propaganda, cercano ora di riconquistarsi goffamente uno spazio nel dibattito pubblico ed è la migliore prova possibile che per il 99% si tratta di una situazione potenzialmente eccellente. Negli ultimi 40 anni, l’1% più ricco del pianeta ha portato a termine la più grande rapina della storia dell’umanità senza doversi preoccupare di chissà quale reazione popolare: le classi popolari erano troppo occupate a farsi la guerra tra loro a suon di armi di distrazione di massa create ad hoc dalla propaganda a libro paga delle stesse oligarchie.
Ora che a scannarsi sono loro, non ci resta che ribaltare alla radice il rapporto e approfittarne per riprenderci tutto quello che è nostro: per questo motivo abbiamo deciso di tenerci alla larga dalle opposte tifoserie – destra o sinistra, trumpiani o anti-trumpiani – che, tra fiumi di retorica, cercano ancora una volta di arruolare, sulla base di parole d’ordine vuote e ipocrite, pezzi di consenso popolare a favore di una fazione o l’altra. Noi diciamo senza tentennamenti che devono andare #tuttiacasa.
E con questo appello annunciamo l’inizio di un percorso ampio e plurale di mobilitazione popolare affinché tutti quelli che non si sono resi responsabili di questa disfatta e che non hanno nessuna intenzione di pagarne i costi, uniscano le forze per restituire al nostro straordinario Paese l’indipendenza e la sovranità popolare delle quali ha bisogno per approfittare delle straordinarie opportunità che questa fase di cambiamenti mai visti in un secolo oggettivamente può offrire.
Promotori
Ottolina Tv
Multipopolare
L’Indispensabile
La Fionda
Paese Reale
Marx XXI
Comitato per la Pace Milano
Dalla prima pubblicazione del comunicato, #tuttiacasa ha effettuato due tappe: prima, il 29 marzo, al Nuovo Cinema Aquila di Roma e, poi, il 12 Aprile al Nuovo Cinema Nosadella di Bologna, registrando la partecipazione entusiasta di centinaia e centinaia di persone. Alcuni dei promotori hanno anche organizzato uno spezzone autonomo all’interno della manifestazione contro il riarmo del 5 aprile a Roma, mettendo insieme oltre 700 persone che per 3 ore hanno cantato all’unisono lo slogan di #tuttiacasa. Ora stiamo organizzando altre tappe del nostro tour, a partire da quella dell’11 maggio al Teatro “Il Piccolo” di Napoli, ma, soprattutto, la piazza del 24 maggio a Milano, l’evento conclusivo di questa prima ondata di iniziative nel quale i promotori di #tuttiacasa si appellano a tutte le forze della società civile impegnate nel contrasto alla guerra e al riarmo a lavorare insieme alla costruzione di una Costituente contro Il Sistema Guerra.
















ciao a tutti, c’è qualcuno che parte da Viareggio per la manifestazione del 24? grazie
Come riesco a scaricare il volantino della manifestazione a Milano? Grazie
Per l’evento del 11/05 (ore 18) al Teatro Piccolo di Napoli occorre un prenotazione?
Mi fate sapere
Grazie mille