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Tag: ambasciatore

MONI OVADIA: se i veri antisemiti sono i sionisti

Primo Levi, nel 1982, diceva sono ebreo, ma non sono sionista: oggi queste parole, probabilmente, verrebbero quantomeno sospettate di antisemitismo. La tendenza, infatti, è quella di identificare antisemitismo e antisionismo criminalizzando ogni critica alle politiche di occupazione di Israele; l’ambasciatore israeliano, nei giorni scorsi, ha protestato contro Sanremo e preteso le scuse della Rai per la canzone dell’artista Ghali e il suo messaggio contro il genocidio: per il diplomatico era incitamento all’odio, una provocazione, antisemitismo. A Brescia, nelle settimane scorse, è stata approvata una mozione proposta dal centrodestra – ma votata anche dal centrosinistra – che riconosce la definizione di antisemitismo dell’Alleanza Internazionale per il ricordo dell’Olocausto che, secondo la sinistra, colpisce il diritto alla libertà di espressione e manifestazione e che porterebbe alla criminalizzazione di proteste pacifiche come, per esempio, le campagne di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni che, ricordiamo, sono nate in Sudafrica durante le lotte contro l’apartheid. Giorgio Cremaschi ha parlato di una caccia alle streghe nei confronti di chi sostiene l’autodeterminazione del popolo palestinese e, soprattutto, un immediato cessate il fuoco. Salvini ha annunciato che la Lega proporrà una legge contro l’antisemitismo proprio sulla definizione data dall’Alleanza Internazionale per il ricordo dell’Olocausto, mentre la sinistra spesso definita antiebraica per la sua posizione sul conflitto israelo – palestinese. Il sionismo, però, è un movimento politico ed è profondamente differente dall’ebraismo: l’antisionismo non è condizione né necessaria né sufficiente all’antisemitismo. Non tutti gli ebrei sono sionisti: esistono tanti sionisti non ebrei e persino sionisti antisemiti; è necessario dunque chiarire l’equivoco e comprendere con un approccio storico – culturale cosa si intende per antisemitismo, antisionismo, sionismo ed ebraismo, anche per evitare che, da un lato, gli elementi antisemiti si inseriscano nei movimenti di solidarietà con la Palestina e, dall’altro lato, il pretesto dell’antisemitismo venga utilizzato per comprimere sempre più spazi politici e limitare la libertà di opinione e di espressione.
Ne parliamo con Moni Ovadia, attore, regista, scrittore, autore e, in generale, un grande intellettuale di sinistra, qui per Ottolina Tv.