Una crisi politica che si allarga ai vertici dell’Ucraina, con nuove inchieste anticorruzione nell’ufficio di Zelensky, la rimozione di Iryna Mudra e il cambio al ministero della Difesa, mentre Mykhailo Fedorov denuncia le condizioni dello Stato e riapre il tema delle elezioni; intanto, la guerra entra in una nuova fase di intensificazione: la Russia colpisce Kiev e diversi impianti dell’industria militare ucraina, tra cui Fire Point, Antonov e Ukrspetssystems, mentre Mosca denuncia uno degli attacchi di droni ucraini più grandi dall’inizio del conflitto. Sul fronte economico, infine, gli attacchi alle raffinerie russe iniziano a produrre effetti concreti: il governo di Mosca conferma l’avvio delle importazioni di carburante, con forniture dall’India, dalla Bielorussia e dal Kazakistan per contenere le difficoltà sul mercato interno.









