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Orfeo In Odessa, concerto sinfonico per pianoforte, orchestra e sintetizzatori

Orfeo in Odessa è il mio nuovo lavoro di Fausto Bisantis. Un concerto sinfonico in tre movimenti, per pianoforte, orchestra e sintetizzatori, che utilizza le diverse forme strumentali della sinfonia, in una chiave moderna e più semplice, cercando di integrare strumentazione acustica ed elettronica, armonie tradizionali e improvvisazione seriale.
Una nuova trasfigurazione del mito di Orfeo ed Euridice, per ribadire la distanza dalla musica di plastica degli ultimi anni, ma soprattutto per raccontare una storia antica e moderna intorno alla quale una nuova civiltà è destinata a vedere la luce: una civiltà che risorge all’insegna delle arti, della bellezza e della coscienza, lontano dalla barbarie politica e sociale del mondo contemporanei, dove la logica del potere e della violenza è diventata la nuova “democrazia”.
Il lavoro è disponibile sulle principali piattaforme digitali:

Link per ascoltare:

https://faustobisantis.bandcamp.com/album/orfeo-in-odessa-concerto-sinfonico-per-pianoforte-orchestra-e-sintetizzatori-2

Anno Domini 2050,
La continua strategia della tensione, innescata a livello globale dalle potenze occidentali, lo scoppio continuo di nuovi fronti di guerra in Europa e Asia ha portato alla definitiva erosione del tessuto sociale, basato sull’ordine globale.
Una rivoluzione mondiale dal basso esplode in Tutto il nuovo continente, trovando finalmente il consenso delle classi borghesi, intellettuali, religiose e imprenditoriali che decideranno di schierarsi contro i governi dei vari paesi; dal momento che i governi tutelano solo gli interessi delle multinazionali e delle banche, la libera iniziativa e la classe lavoratrice globale ha il dovere di spodestare il tiranno di turno, ormai ridotto a vicerè delle colonie occidentali.
Le comunità hanno capito che il modello di stato-nazione ha fallito e decidono il ritorno alle città-stato, autogovernate e tese a sviluppare nuove relazioni tra di esse. Non esistono più le nazioni, né i continenti ed è in questo quadro che una delle città-stato più evolute, Odessa, diventa il teatro della storia.
Odessa si è enormemente sviluppata a livello commerciale e politico, ma manca di una cultura di riferimento, perché i suoi cittadini rifiutano i modelli del passato, specie ucraini e russi, complici del proprio fallimento. Il governatore Igor è un uomo determinato e abile e ha ottenuto un grande consenso per il suo polso fermo nella politica interna e la stabilità assicurata al suo popolo.
Poco incline al compromesso ha cresciuto i figli all’insegna della competizione. Il maggiore di essi è Orfeo; un sognatore, un po’ insicuro e un po’ viziato, senza una vera direzione, né un piglio da futuro statista.
Circondato dal benessere e dalla noia egli si diletta di musica, cinema, teatro e politica, ma non riesce a concludere un solo progetto, sentendosi sempre di più un genio incompreso, che pretende di avere tutto e subito.
Un giorno esce dal palazzo del governo, situato davanti alla storica Scalinata Potemkin, che amava fin da quando, da piccolo, la vide immortalata nel capolavoro di Eizenstein; destino volle però che il film a cui assistette era tratto dalla celebre scena de “Il secondo tragico Fantozzi”.
Orfeo incontra Euridice, un giovane dottoranda di architettura, coinvolta in un progetto di riqualificazione della scalinata sul mar nero. La giovane donna, notando l’uomo, uscire dal palazzo e affascinata dai monumenti storici della città, gli racconta che il palazzo è stato progettato da un architetto italiano, sul modello dei palazzi nobiliari sul golfo di Napoli, perché Odessa è situata su di un golfo, molto simile a quello partenopeo.
I due cominceranno a frequentarsi, e sarà lei a smussare molti aspetti negativi del suo carattere, tra cui l’eccessivo vittimismo e buona dose di vanità, ma proprio quando la loro relazione diventa più seria, Euridice morirà durante un viaggio a Bali, a causa di un naufragio mentre stava recandosi con il suo gruppo di lavoro a Giava.
Orfeo scopre il dolore ed è davvero brutale, durante una notte insonne egli sogna Euridice che gli dice di andare a prenderla e lo invita a ballare un tango purificatore dei peccati, ma mentre sta roteando sulla scalinata realizza di aver ballato da solo e allora scopre di aver superato le sue paure e vuole mettersi alla prova. Quella notte stessa decide di partire per un viaggio alla ricerca di Euridice o meglio del suo corpo, che non è stato ritrovato.
Si mette sulle sue tracce e per una strana coincidenza si imbarca su una nave dirette sul mar rosso. Non essendo mai uscito da Odessa egli si trova a visitare nuovi mondi, scoprendo la magia dell’Alto Egitto e delle isole di Berenice. Dopo aver ammirato il tempio del Faraone Ramses II egli decide che il nuovo palazzo di Odessa dovrà ispirarsi al tempio, con rilievi moderni che raccontino la storia della città e anche la storia d’amore di Orfeo ed Euridice, a cui lui e lo stesso padre era molto legato. Dopo un lungo itinerario via mare e via terra, a bordo di una Jeep, raggiungerà l’Indonesia e Bali. Finalmente realizzerà il legame spirituale e artistico che lega la storia del suo paese alle culture africane e orientali. Ascolta un concerto di una tipica orchestra Gamelan e rimane sconvolto dalle possibilità espressive di quelle percussioni e metalli, alle quali pensa subito di associare un’orchestra tonale europea.
La musica però gli da anche le indicazioni esoteriche per raggiungere Euridice, che non è morta, ma è riuscita a salvarsi, dopo una lunga convalescenza, scoprendo di un avere il potere telepatico di comunicare con le anime più affini a lei.
Orfeo ed Euridice comprendono di essere anime gemelle e dopo un anno daranno vita alla nuova Odessa, della quale il primo diventa governatore, perché il padre Igor muore, mentre egli è in viaggio.
La nuova Odessa sarà una repubblica aperta a raccogliere le influenze e le radici storiche e culturali dei mondi che la circondano e soprattutto di quelli lontani. Il Palazzo del governo si ispirerà al tempio del faraone, ma vi sarà raffigurata la storia del suo popolo; la scalinata avrà i tasti di un pianoforte che scende verso il mare, con dei fori dai quali filtra il vento producendo una nota per ogni tasto, La casa dei Sindacati diventerà l’università della vita, i centri commerciali saranno sostituiti da centri culturali, cinema e teatri e le scuole privilegeranno le arti, la storia e la letteratura e ovviamente le discipline scientifiche e matematiche, ma nessuno deve restare indietro.
La competizione è bandita e piano piano viene bandito anche l’esercito, poiché la dottrina militare viene dichiarata crimine contro l’umanità.
La democrazia che nasce a Odessa è all’insegna dell’arte, la sapienza e la bellezza.

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